Export oro, oltre la metà del fatturato italiano è aretino. Nel primo trimestre 2017 crescita del 3,6%

Cinquanta milioni di euro. E' quanto è cresciuto il valore delle esportazione riguardanti la provincia di Arezzo nel primo trimestre 2017. A confermarlo sono i dati elaborati dall'osservatorio della Camera di Commercio che hanno evidenziato una...

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Cinquanta milioni di euro.

E' quanto è cresciuto il valore delle esportazione riguardanti la provincia di Arezzo nel primo trimestre 2017. A confermarlo sono i dati elaborati dall'osservatorio della Camera di Commercio che hanno evidenziato una crescita del 3,6% dell'export rispetto allo stesso periodo del 2016 attestandosi a circa 1,530 miliardi di euro. Il saldo commerciale presenta un avanzo di circa 614 milioni di euro, in aumento del 22,4%.

Esportazioni provincia di Arezzo – I trimestre (valori espressi in euro)

Scendendo nel dettaglio delle esportazioni, i metalli preziosi accusano una flessione del 9,5% attestandosi a 469 milioni di euro, 49 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016.

L'export aretino rappresenta comunque oltre la metà del totale nazionale a testimonianza dell'importanza rivestita da questo settore nel panorama italiano.

La gioielleria ed oreficeria, dopo un fine 2016 non brillante, nei primi tre mesi del 2017 mette a segno una crescita del 4,9%, attestandosi a poco più di 453 milioni di euro di esportazioni. Il risultato va interpretato tenendo presente l'influenza fondamentale del prezzo dell'oro: il fixing del metallo prezioso ha presentato in media nei primi tre mesi dell'anno un incremento del 6,6% nelle quotazioni in euro che annulla di fatto la crescita evidenziata.

Il confronto con gli altri due distretti orafi nazionali mostra che in questo primo scorcio dell'anno la provincia di Arezzo è riuscita a comportarsi meglio degli altri: l'export di Vicenza cresce infatti del 2,9% e quello di Alessandria è pressoché stazionario (+0,2%).

Le difficoltà del distretto aretino hanno origine sempre negli Emirati Arabi Uniti (-16,4%), solo parzialmente bilanciate dal brillante andamento di Hong Kong (+41,6%) e della Turchia (+22,3%). In rallentamento il mercato statunitense (-0,8%), nel quale invece ottiene un brillante +27,9% il polo vicentino.

Esportazioni CM321 -Gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; pietre preziose lavorate – 1° trimestre

La moda, dopo un 2016 caratterizzato da segni negativi di particolare rilievo (da ricondurre anche a cambiamenti intervenuti nella logistica di spedizione che hanno spostato il punto di partenza della merce fuori dalla provincia), con il nuovo anno torna ad un risultato nettamente positivo: nei primi tre mesi, infatti le esportazioni sono cresciute del 21,6%, attestandosi a circa 230 milioni di euro.

Esportazioni specializzazioni settore Moda – 1° trimestre

Tutte le specializzazioni presentano un aumento dei flussi verso l'estero, ma sono la pelletteria e le calzature quelle che presentano i risultati migliori: +25% la prima e +37,9% le seconde. L'abbigliamento, pur ottenendo un risultato positivo, ha un passo decisamente più moderato (+9,8%). Infine i prodotti tessili crescono del 7,6% sul corrispondente periodo del 2016.

Esaminando il dettaglio dei principali mercati di sbocco, si può notare che l'abbigliamento cresce in tutte le destinazioni ad eccezione degli Stati Uniti (-6,1%), così come la pelletteria, con la sola eccezione della Corea del Sud (-52%), e le calzature che presentano risultati eccezionali nel mercato tedesco (+388,6), in quello del Regno Unito (+804,5%) ed in quello svizzero (+124,7%).

Fra gli altri settori sono in crescita le bevande (+10,6%), i prodotti di carta (+10,9%), i prodotti chimici (+7,9%), i prodotti farmaceutici (+31,2%), i prodotti in metallo (+13,1%), quelli di elettronica ed elettromedicale (+37,2%), i macchinari (+15,3%), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (+24,2%) ed i mobili (+0,2%).

Al contrario sono in discesa, rispetto al primo trimestre 2016, i prodotti alimentari (-1,2%), il legno e prodotti in legno (-8,9%), gli articoli in gomma e plastica (-6,6%), altri prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi (-42,3%). All'interno di quest'ultimo aggregato diminuisce l'export di prodotti in vetro (-34,7%), i prodotti in calcestruzzo, cemento e gesso (-95,7%) e le pietre tagliate e modellate (-8,6%), mentre cresce quello dei prodotti refrattari (+23,7%), dei materiali da costruzione in terracotta (+15,1%) e della ceramica (+19,1%).

Infine in flessione anche le apparecchiature elettriche (-10,4%).

“Il quadro che scaturisce dai dati del primo trimestre- commenta il presidente Andrea Sereni - e da alcuni rapporti presentati in questi giorni, ad iniziare da quello SACE, è indubbiamente positivo. Il commercio internazionale, come sottolineato da molti osservatori, si conferma come l'elemento portante del sistema economico italiano in grado sia di sostenere gli sforzi per la ripresa sia di evitare, negli anni più duri della crisi, contrazioni del PIL nazionale ben più significative rispetto a quelle realmente registrate. Ormai infatti l'export vale da solo quasi un 1/3 dell'intero PIL italiano e presenta una elevata diversificazione dei mercati: il 44% è infatti indirizzato a paesi extraeuropei. Ciò da un lato può costituire un rischio, considerata l'instabilità geopolitica che si registra in molte aree del mondo ma anche una dimostrazione dell'elevata qualità e quindi della capacità di penetrazione delle produzioni italiane nei mercati più eterogenei.”

"Questi risultati – sottolinea il segretario generale Giuseppe Salvini -confermano la riacquisita centralità del settore moda nei flussi di export aretino (+21,6%) e certificano come l'economia del nostro territorio, stante le difficoltà che ancora riscontra il mercato interno, sia nel suo complesso ancora dipendente dall'andamento dei mercati internazionali. A questo riguardo riveste particolare significato la copiosa attività formativa per l'acquisizione delle necessarie competenze imprenditoriali per meglio operare all'estero che la Camera di Commercio e l'azienda speciale Arezzo Sviluppo stanno proponendo alle imprese aretine. Attività formativa che ha visto la realizzazione di complessivi 38 corsi con oltre 1100 partecipanti. La prudenza è comunque d'obbligo considerando alcune criticità quali le spinte protezionistiche di alcuni importanti mercati, ad iniziare da quello statunitense, il probabile aumento dei tassi di interesse, l'eventuale rallentamento del QE della BCE e le persistenti tensioni internazionali. Si tratta di elementi che rendendo incerto l'andamento del commercio mondiale potrebbero condizionare le performance esportative della nostra provincia”.

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