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Balzo anomalo delle esportazioni, +40% nei metalli preziosi. Guasconi: "Interi settori tagliati fuori dalla ripresa"

Dati che escono dal rapporto sull'economia del territorio aretino e che invitano ad essere prudenti, perché ancora la ripresa non c'è

 

Balzo anomalo delle esportazioni nel primo trimestre del 2019, con +23% rispetto allo stesso periodo del 2018, un'impennata ancora più forte segnano i metalli preziosi con un + 40%.

Sono questi alcuni dei dati che escono dal rapporto sull'economia del nostro territorio presentato dalla Camera di Commercio. I dati delle esportazioni sono dopati in parte dell'aumento del 6% del prezzo del metallo e dall'altro dovuti alla domanda un aumento del sistema bancario mondiale.

La provincia di Arezzo, con una popolazione di oltre 340.000 abitanti,  si caratterizza per una forte propensione all’attività imprenditoriale. Sono presenti infatti (al 31 dicembre 2018) quasi 37.459 imprese con una densità media di circa 1 impresa ogni 10 abitanti dato che la colloca  tra le prime 18 città italiane per intensità di imprese in rapporto alla popolazione. Se si considerano anche le unità locali il numero complessivo delle imprese è pari a 45.416 unità.

La provincia ha fatto registrare un valore aggiunto di 8,496 miliardi che  è generato per l’3,1% dall’agricoltura, il 25,7% dall’industria, il 5,3% dall’edilizia e per il 65,9% dai servizi.

Arezzo ha consolidato nel tempo un modello di sviluppo che si basa su alcuni settori manifatturieri ad imprenditoria diffusa (moda, oreficeria, ma anche meccanica  elettronica e di precisione) a cui si affianca una significativa ed intensa crescita del terziario commerciale, turistico, di rete e dei servizi all’impresa.

L'export e il distretto orafo

Il sistema aretino mostra poi in assoluto una forte capacità di esportazione: è  infatti  ai vertici della graduatoria nazionale per apertura al commercio estero. Nel 2018 Arezzo ha raggiunto quasi 6,7 miliardi di euro di export con una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente.  

Per la gioielleria la crescita è stata del  +19%, un risultato legato soprattutto alla ripresa dei commerci con gli Emirati Arabi che acquistano per 140 milioni di euro contro i 101 del 2018, mettendo a segno un incremento del 38%.  Importante  anche l’export verso gli Stati Uniti (42 milioni, +32,8%) e verso Hong Kong, secondo mercato di riferimento con 80 milioni (+22, 1%).

E’ necessario evidenziare come metalli preziosi e gioielleria rappresentino i 2/3 del totale complessivo dell’export provinciale. Arezzo è infatti il primo distretto orafo italiano con 1.211 imprese orafe attive ( 1407 quelle registrate) e  7.778 occupati ai quali vanno aggiunte  imprese ed addetti dell’indotto.

La moda

L’altro pilastro del manifatturiero aretino è la moda che , con le sue  oltre 1.000 imprese, ha nel primo trimestre 2019 recuperato  le perdite registrate nel corso del 2018 facendo segnare un  +11% per l’abbigliamento, un +18% per le calzature ed un  + 5% per la  pelletteria. Unica voce negativa riguarda le bevande ( soprattutto il vino (-11%)) Mentre il settore alimentare nel suo complesso cresce del +6,2%.

Il turismo e gli altri settori

Per tornare al quadro demografico delle imprese particolarmente vivace è l’andamento relativo al settore digitale, all’assistenza socio-sanitaria ed ai servizi legati al turismo.

Proprio il turismo si sta rilevando come uno dei settori più promettenti , con una crescita percentuale superiori a quelle delle altre città toscane. Indubbiamente, in valore assoluto i numeri sono ancora lontani da quelli delle altre città d’arte della Regione, ma nel 2018 gli arrivi hanno quasi toccato quota 600.00, le presenze superato il milione e mezzo e le strutture ricettive attive sono 1.517. Un settore quindi in grado di  dare opportunità importanti per i giovani e che può contribuire a promuovere le nostre grandi tipicità locali, ad iniziare dall’olio e dal vino. 

E nella provincia aretina a fine 2018 sono state registrate 3.121 imprese giovanili (under 35), 525 delle quali sono nate nel corso dell’anno. Più preoccupante il quadro degli indicatori occupazionali: rispetto ad un tasso provinciale di disoccupazione 2018  che è diminuito al 9,3% rispetto al 9,7% dell’anno precedente il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni è passato dal 20,3% al 21,5%, pur mantenendosi sempre ad un livello inferiore al dato regionale (22,9%) che a quello nazionale ( 32,2%).

Ma che la nostra provincia costituisca ormai una realtà dove sono presenti imprese ad  elevata concentrazione tecnologica  è dimostrato dal dato relativo alle difficoltà di reperimento che  riguardano complessivamente il 33,6% delle assunzioni programmate (come si evince dal Rapporto Excelsior maggio 2019) ma che per alcune figure professionali, ad più elevata specializzazione, vede una crescita  del  mismatch  che  supera spesso la metà delle assunzioni previste. 

Il sistema delle imprese    

le imprese femminili rappresentano il 23,7% del totale delle imprese aretine, un livello superiore a quello della Toscana (23,1) e dell’Italia ( 21,9), Le imprese straniere costituiscono l’11% del totale, livello superiore al dato nazionale (9,9%) ma inferiore a quello medio toscano ( 13,6%).

la bilancia commerciale   

Il dato delle esportazioni nel 2018 , come precedentemente detto, ha fatto registrare con 6,7 miliardi di euro  una crescita del 2,4 rispetto al 2017. Le importazioni sono cresciute del 11,7% per un valore di 4 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale rimane comunque ampiamente positivo ( 2,3  miliardi di euro).

Il credito       

Il totale dei depositi aretini si attesta a 7,3 miliardi con una crescita della propensione al risparmio del 3% rispetto al 2017. Crescono i finanziamenti ( 7,7 miliardi) sia nella componente dei prestiti alle famiglie ( +2,4%)  che al sistema delle imprese ( +2,1%). Una crescita quest’ultima non generalizzata : ne beneficiano infatti le imprese medio-grandi ( +3,1) mentre le piccole imprese subiscono una stratta creditizia del 1,6%. 

protesti e procedimenti concorsuali 

Sensibile il calo dei protesti levati nella provincia   il 32,1% in meno rispetto al 2017 con un valore dimezzato rispetto al precedente anno ( -52,4%).  Scendono anche le procedure concorsuali delle imprese aretine : 567 , l’1% in meno sul 2017. 

 “Scenario complesso, in grande evoluzione, con tutte le insidie legate al rallentamento dell’economia mondiale. Uno scenario comunque che presenta tante opportunità , per la nostra provincia, legate al turismo, alle eccellenze manifatturiere tipiche del made in Italy ed ai settori innovativi del digitale  e della meccanica di precisione”

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