“Esportare la dolce vita”, oreficeria e gioielleria nei mercati emergenti

Un convegno promosso da Confindustria Toscana Sud Delegazione di Arezzo, in collaborazione con Federorafi. Appuntamento domani, martedì 4 ottobre,

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   3 ottobre 2016 15:11  |  Pubblicato in Economia, Arezzo


Confindustria Toscana Sud Delegazione di Arezzo, in collaborazione con Federorafi, organizza un Convegno sulle opportunità di crescita che i nuovi mercati esteri offrono al settore orafo. Interverranno Luca Paolazzi Direttore Centro Studi di Confindustria e il Prof. Maurizio Masini della Facoltà di Scienze della Comunicazione – Università di Siena. Il convegno sarà aperto e concluso da Ivana Ciabatti, Presidente Federorafi e da Giordana Giordini, Presidente sezione Oreficeria e Gioielleria di Confindustria Toscana sud.

Nel corso del convegno verrà presentato il nuovo studio “Esportare la Dolce vita” del Centro studi di Confindustria e Prometeia, con un focus speciale sul settore della gioielleria, prendendo in esame le importazioni nei nuovi mercati fino al 2021.

“Lo studio- afferma il Direttore del Centro Studi di Confindustria Luca Paolazzi, conferma le grandi potenzialità di crescita dei prodotti – Belli e Ben Fatti – (BBF) nei prossimi 6 anni nei 30 paesi emergenti più dinamici presi in considerazione. Si stima che nel 2021 i nuovi ricchi saranno 212 milioni in più rispetto al 2015. Tra i principali importatori di BBF italiano, il paese più promettente sia per supporto delle policy sia per propensione al consumo nel lungo periodo è la Cina. Gli Emirati offrono ottime prospettive nonostante la non vivace dinamica demografica; Russia e Brasile, nonostante le enormi criticità, conservano una buona propensione al consumo di BBF. Anche la Turchia è divenuta un importante snodo logistico soprattutto con destinazione Russia e anche il mercato interno è interessante per i produttori italiani”.
Nel 2021 le esportazioni italiane di oreficeria-gioielleria nei nuovi mercati raggiungeranno i 2,7 miliardi di euro, 904 milioni in più rispetto al livello del 2015, con un incremento del 51%.
I legami commerciali tra produttori di BBF e nuovi mercati continuano a consolidarsi nonostante il rallentamento (recessione in alcuni casi) di molti paesi emergenti L’acquisto di BBF soddisfa i bisogni di qualità, sicurezza, moda, design, originalità della nuova classe benestante mondiale.

“I nostri prodotti sono apprezzati nel mondo, anche e soprattutto per quell’intangibile valore aggiunto di saper fare, creatività, capacità del territorio di cui siamo portatori- afferma Giordana Giordini, presidente Sezione Oreficeria e Gioielleria di Confindustria Toscana Sud- ed è anche con progetti come questo che si contribuisce a promuoverli su mercati che possono offrire interessanti prospettive per le nostre imprese. Come Sezione Oreficeria e Gioielleria stiamo lavorando a progetti che possono facilitare e favorire le nostre realtà produttive, soprattutto medio-piccole, a cogliere tutte le opportunità offerte dai nuovi mercati emergenti”

Secondo Ivana Ciabatti Presidente di Federorafi “l’obiettivo è come sempre quello di studiare i mercati e le strategie per dare maggiori opportunità di scelta alle imprese senza però dimenticare il nostro DNA che è “il saper fare”. Iniziative come queste vanno in tale direzione e sono un’occasione per dialogare con gli imprenditori ed informarli su strumenti e azioni. Mi piace ricordare, oltre ai contenuti presentati con la ricerca “Esportare la dolce vita”, il report che è stato fatto da Federorafi con ICE sulle principali piattaforme USA di e-commerce dedicate al gioiello così come l’attenzione che la federazione sta dedicando alle altre formule distributive come i concept store, dando anche una svolta negli investimenti pubblici per le politiche promozionali: non più contributi “a pioggia” ma azioni mirate e soprattutto misurabili. Siamo ancora deboli sul fronte della capacità di comunicare al meglio le qualità dei nostri gioielli e l’unicità delle storie imprenditoriali ma ci stiamo lavorando con un occhio di riguardo all’utilizzo dei nuovi social media. Allo stesso tempo, la capacità di innovare deve continuare a rappresentare un driver per le nostre imprese. In questo incontro abbiamo appunto cercato di enfatizzare questa leva che è coerente con il progetto Federorafi rivolto al coordinamento ed al rilancio delle scuole e degli istituti tecnici orafi. Dobbiamo saper raccordare – conclude Ivana Ciabatti – le innovazioni tecnologiche e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo con gli obiettivi educativi della scuola per puntare sul talento e sulla qualità e quindi comunicarli e promuoverli perché il valore del saper fare è la ricchezza meno imitabile da parte dei concorrenti.”

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