Enoturismo, Coldiretti: "Con la nuova legge crescono i visitatori interessati al vino"

Castellucci “Per accogliere in vigna e in cantina i turisti basterà una comunicazione di inizio attività e si potrà far degustare e vendere il vino insieme a prodotti tipici locali una semplificazione notevole che permetterà alle nostre aziende di sapersi valorizzare al meglio ed attivare nuove ed importanti fonti di reddito

l vino è uno dei “motori” della nostra provincia, intorno a questo prodotto di grande eccellenza nel territorio aretino così come in Toscana, con la nuova legge regionale sull’Enoturismo, che riguarda tutto il movimento turistico connesso e collegato al vino, cresceranno ulteriormente i numeri già significativi del settore, una fetta interessante di turismo sempre più in fermento e di tendenza che sceglie di vivere un’esperienza a 360° sempre più a contatto con la natura, con il paesaggio e con tutte le attività ad esso connesse.

“La nuova legge regionale va a modificare la legge più generale sull'agriturismo aggiungendo norme e dettagli specifici per il settore del vino – spiega Lidia Castellucci Presidente di Coldiretti Arezzo – un grande traguardo per le imprese voluto da Coldiretti che oggi potranno far degustare e vendere il proprio vino in abbinamento ad alimenti tipici locali freddi, raccontando ai turisti le vere peculiarità delle produzioni di qualità vitivinicole”.

Ma che cos’è l’Enoturismo e quali aspetti racchiude? Si tratta delle attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali anche in abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell'ambito delle cantine e dei vigneti.

La legge sull’Enoturismo viene inserita nella norma l.r. 30/2003, nel quale sono disciplinate a livello regionale altre attività considerate connesse all’attività agricola: l’agriturismo e le fattorie didattiche, per l’inizio dell’attività di Enoturismo è necessaria una Scia che è presentata allo sportello unico delle attività produttive mediante il sistema telematico di accettazione regionale.

“Le nostre aziende si sono sapute innovare, negli anni, si sono specializzate, e trasformate andando incontro alle esigenze dei visitatori. Per accogliere in vigna e in cantina i turisti basterà una comunicazione di inizio attività e si potrà far degustare e vendere il vino insieme a prodotti tipici locali – specifica il Presidente Castellucci - una semplificazione notevole che permetterà alle nostre aziende di sapersi valorizzare al meglio ed attivare nuove ed importanti fonti di reddito. Il cibo è diventato il vero valore aggiunto della vacanza Made in Tuscany, con l’Italia che è leader mondiale incontrastato nel turismo enogastronomico grazie al primato dell’agricoltura più green d’Europa”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tensione al supermercato: zuffa tra due signore, arrivano i Carabinieri

  • Le classifiche dalla serie C alla Terza categoria | 2019/2020

  • Coronavirus, Ghinelli a Firenze: "Proporrò la chiusura delle scuole"

  • Coronavirus, numeri telefonici presi d'assalto. Rossi: "Negli ospedali percorsi dedicati". L'appello ai cittadini

  • Coronavirus, Arezzo fa prevenzione. Dal Ministero: "Isolamento obbligatorio in caso di contatto con infetti"

  • Coronavirus, primi casi in Toscana. Due tamponi positivi a Firenze e Pistoia

Torna su
ArezzoNotizie è in caricamento