Economia, nel rapporto Ires luci e ombre del mercato del lavoro: i dati aretini

Ancora un segno positivo: per il settimo trimestre consecutivo in Toscana gli avviamenti al lavoro sono aumentati, e allo stesso tempo è calata la cassa integrazione. Ma non è tutto oro quello che luccica: lo si scopre leggendo numeri e grafici...

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Ancora un segno positivo: per il settimo trimestre consecutivo in Toscana gli avviamenti al lavoro sono aumentati, e allo stesso tempo è calata la cassa integrazione. Ma non è tutto oro quello che luccica: lo si scopre leggendo numeri e grafici del quarto focus Ires sull'economia toscana del 2015 presentato ieri dalla Cgil a Firenze.

Al crescere degli avviamenti crescono infatti anche le cessazioni di lavoro a tempo indeterminato, e se le trasformazioni da lavoro a tempo determinato a indeterminato sono tante, i numeri restano ancora ben lontani da quelli che si avevano prima della crisi. Una conferma poi arriva dal massiccio impiego dei voucher se nel 2013 ne furono usati 1600000 nel 2015 in 9 mesi ne sono stati venduti circa 5600000 da 10 euro l'uno (+81 per cento).

AREZZO

Ma cosa succede nella realtà aretina? I dati dell rapporto analizzano molti aspetti del mercato del lavoro. A partire dalle ispezioni: nel 2015 ne sono state fatte 439, di queste in 365 casi sono state rilevate irregolarità (pari all'83 per cento) e 165 sono stati i casi di lavoro nero.

Poi la cassa integrazione: cala in Toscana pur continuando ad attestarsi su di un valore otto volte superiore ai numeri precrisi. "Le ore concesse di cassa integrazione - si legge nel report - equivalgono approssimativamente ad uno stock di 22mila occupati, diffusi principalmente nelle province di Firenze (5800), Pisa (4300), e Arezzo (3150)".

Il dato è relativo al terzo trimestre, e per l'Aretino equivale a 600 persone nel settore metalmeccanico, 750 nell'edilizia, 550 nel commercio, 300 nel settore del legno e 550 in quello lapideo.

Gli avviamenti a tempo indeterminato sono invece aumentati del 14,2 per cento. Nel primo trimestre di quest'anno sono stati 16934, nel secondo 13623: nella 20 per cento dei casi nel settore manifatturiero, nel 17 nell'agricoltura, e nel 9 nel commercio.

Un capitolo è poi dedicato alle rimesse che gli immigrati toscani riescono a inviare ai Paesi d'origine: nel 2009 furono 934,579 milioni, lo scorso anno 587,146 milioni. Ma il dato aretino è in controtendenza, si è passati dai 15,7 milioni del 2005 a 34,3 milioni nel 2014.

COMMENTI

Per Fabio Giovagnoli, Presidente di IRES, “la Toscana è alla prova del cambiamento del ciclo economico. In particolare il deficit di investimenti degli ultimi 10 anni, non favorisce il recupero della stabilità e soprattutto la prospettiva di un vero sostegno all’occupazione. Senza contare i rischi determinati dai fattori esterni che possono rivelarsi molto importanti”.

Secondo Daniele Quiriconi della Segreteria regionale della CGIL Toscana, “la ripresa pare fragile, con una coda della crisi velenosa, la crescita dei licenziamenti, fenomeni distorsivi nel mercato del lavoro come l’abuso dei voucher, una recrudescenza del lavoro irregolare, un saldo modesto delle attivazioni di nuovo lavoro stabile. In questo quadro, difficile stabilire cosa possa determinare la riduzione secca degli incentivi alle assunzioni da 8.060 euro per un triennio ai 3.250 per un biennio, come previsto dalla nuova L. di Stabilità a partire dal 1° Gennaio 2016.”

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