Andamento lento dell'economia aretina. L'export non decolla almeno fino al 2020

Il quadro esce dal rapporto Ires Toscana e Cgil per il 2018.

E' un andamento lento quello che si registra nell'economia toscana e aretina. Ed a testimonianza di ciò c'è l'indicatore dell'export che denota un rallentamento della crescita in un contesto internazionale non favorevole. A fare un quadro dettagliato è il Focus Economia 2018 elaborato da Ires Toscana per la Cgil.

Alcuni dati regionali

L'export toscano cresce del 2,3% con punte interessanti nell'estrattivo + 9,9%, ma soprattutto in quello farmaceutico con un + 48% frutto dell'operatività anche di multinazionali sul fronte della provincia senese. Anche la moda cresce con un modesto 2,7%, mentre il segno negativo si trova nel settore metalmeccanico con un - 4,6% dietro alq aule si celano due dati significativi, i 400milioni  in meno di export di macchinari e beni capitali, segno del rallentamento globale degli investimenti e i 120 milioni in meno di export di mezzi di trasporto. Sorridono invece le esportazioni di apparecchiature elettrocniche con + 80 milioni e la metallurigia e i metalli in genere che segnao + 170 milioni.

Arezzo oggi e fino al 2020

Arezzo è la seconda provincia della Toscana pe ril valore delle esportazioni e si attesta nel 2018 a 6.124.000.000 euro contro un valore di importazioni pari a 4.244.000.000 euro. Le previsioni parlano di una tendenza positiva, ma appunto lenta, un po' incerta. Nel 2019 le previsioni vedono una crescita dell'export di meno di 300 milioni di euro fino a raggiungere 6.406.000.000 euro contro un'importazione del valore di 4.260.000.000 di euro. Ancora minore la crescita prevista nel 2020 con il primo dato che sale di 250 milioni di euro arrivando a 6.654.000.000 contro un'importazione di 4..313.000.000. 

Gli altri indicatori

In Toscana si assiste al calo del lavoro a tempo indeterminato, rallenta la crescita dell’export, aumenta il risparmio delle famiglie (+7.3 miliardi negli ultimi 4 anni), diminuiscono gli impieghi vivi (-7,1 miliardi negli ultimi 4 anni).

Ha detto Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana:

“Il quadro ci preoccupa, bisogna intervenire perché non dobbiamo rischiare una recessione nell’anno che verrà. La manovra del Governo non risponde alla esigenze di attivare politiche anticicliche che determinino la fiducia delle persone e delle imprese: noi non ci siamo limitati alle critiche ma abbiamo anche avanzato con Cisl e Uil una piattaforma di proposte sull’economia, invitiamo il Governo a discuterla. Alla Regione abbiamo chiesto un Patto di fine legislatura per approntare interventi su alcune priorità: economia, sanità, sociale, infrastrutture. Siamo pronti a discuterne, vanno conclusi positivamente questi ultimi due anni che separano dalla fine del mandato, non c’è tempo da perdere”.

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