Crisi con la Francia: i timori delle aziende di Arezzo per l'export di oro, cibo e vino

Il paese d'Oltralpe è la seconda destinazione per volume di affari dei prodotti aretini esportati

La tensione tra Roma e Parigi è alle stelle e c'è preoccupazione, anche tra le aziende aretine, per lo strappo. La Francia ha richiamato a Parigi per consultazioni l'ambasciatore a Roma, Christian Masset. In una nota durissima si parla di "attacchi senza precedenti dalla fine della guerra e senza fondamento" e "dichiarazioni oltraggiose" da parte del governo italiano. "Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazioni a fini elettorali è un'altra", ha detto il ministero degli Esteri francese. Non era mai successo dai tempi della Seconda guerra mondiale che Parigi richiamasse il proprio ambasciatore in Italia. Il richiamo di un ambasciatore è un gesto diplomatico forte. Dopo esiste in teoria solo la rottura delle relazioni diplomatiche bilaterali.

I perché dello strappo

La crisi di oggi è caratterizzata dagli attacchi di esponenti del governo alla Francia, dalle accuse di colonialismo dei Cinque Stelle, dalle tensioni sulla Tav e dalla recente visita di Di Maio e Di Battista a Parigi per incontrare le frange più oltranziste dei gilet gialli. Il premier Cont sta cercando di mediare e Confindustria fa i conti: "I danni potenziali per l'export sono enormi, visto che la Francia è il secondo partner commerciale dell'Italia dopo la Germania e potrebbe nascere nell'opinione pubblica francese un sentimento di rifiuto dei nostri prodotti. Noi siamo il terzo paese fornitore dei francesi. La Francia ha investito 60 miliardi di euro in Italia e noi lì 25 miliardi. Parliamo di cifre che fanno girare l'economia".

I conti in tasca alle aziende aretine

E Arezzo? Beh, la Francia rappresenta la seconda destinazione per importanza per le merci aretine. E la provincia - con il suo manifatturiero - vive di export. In un anno sono 760 circa i milioni di euro incassati dalle vendite Oltrealpe. E una crisi diplomatica sarebbe durissima per il tessuto economico aretino. Tra il gennaio e il settembre 2018 il valore dell'export manifatturiero verso la Francia è stato di 566 milioni di euro, soltanto le esportazioni in Svizzera hanno avuto un volume superiore (733 milioni). Le lavorazioni di preziosi che da Arezzo vanno in Francia, ad esempio, valgono 10 milioni al mese. E circa 12 milioni in un anno (9 nei primi 9 mesi nel 2018) è il valore dei prodotti alimentari e delle bevande (vino in particolare) acquistati dai cugini transalpini.  

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