“Non siamo la Cenerentola del Pil”. Il messaggio dagli Stati generali del commercio

Lo ha detto il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli in apertura di serata, sottolineando la nuova consapevolezza maturata dalle imprese di commercio, turismo e servizi, che per numeri, occupazione garantita e ricchezza prodotta (il 75% in Toscana, il 66% in provincia di Arezzo) sono ormai la componente più importante dell’economia nazionale. Una platea gremita di imprenditori e rappresentanti del mondo istituzionale, politico ed economico provinciale ha seguito il talk show, moderato dal direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni e dalla giornalista di Sky Tg24 Monica Peruzzi. Sul palco l’assessore alle attività produttive della Regione Toscana Stefano Ciuoffo, la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, il presidente onorario della Camera dei Buyer Moda Giuseppe Angiolini, il sociologo Aldo Bonomi e il presidente di Format Research Pier Luigi Ascani.

“Non siamo la Cenerentola del Pil”. Lo ha detto ieri (martedì 11 febbraio 2020) ad Arezzo il presidente nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli nel suo intervento di apertura agli Stati Generali del Commercio, convocati al Teatro Petrarca dalla Confcommercio aretina per fare il punto sull’andamento del terziario. Una frase che condensa la nuova consapevolezza maturata dalle imprese di commercio, turismo e servizi, che per numeri, occupazione garantita e ricchezza prodotta (il 75% in Toscana, il 66% in provincia di Arezzo) sono ormai la componente più importante dell’economia nazionale. E alzano la testa per chiedere più sostegno a governo e istituzioni, a partire da Regione e amministrazioni comunali, rappresentate sul palco dall’assessore alle attività produttive della Toscana Stefano Ciuoffo e dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Insieme a loro hanno partecipato al talk show, moderato dal direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni  e dalla giornalista di Sky Tg24 Monica Peruzzi, la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, il sociologo Aldo Bonomi, il presidente onorario della Camera dei Buyer Moda Giuseppe Angiolini e il presidente di Format Research Pier Luigi Ascani.  

“A volte si ha l’impressione che le istituzioni conservino dell’Italia un’immagine un po’ sbiadita di folle di operai in tuta blu che escono dalla fabbrica al suono della sirena, come accadeva negli anni Sessanta. Ma da allora le cose sono molto cambiate e ci sono comparti nuovi, pieni di vitalità, che chiedono più spazio ed attenzione”, ha sottolineato il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, “eppure, le provvidenze garantite al terziario anche a livello toscano sono ancora minime: i due terzi dei fondi vanno al mondo della produzione”.

Una realtà che ha ammesso lo stesso assessore regionale Stefano Ciuoffo: “quell’immagine anni Sessanta non esiste più e anzi si riferisce ad un mondo che ha lasciato cicatrici profonde che stiamo cercando di cancellare. È vero, i fondi sono garantiti in misura maggiore alla produzione ma il nostro obiettivo è sostenere un comparto che, a cascata, dà lavoro alle imprese di servizi, ai professionisti e, in generale, al terziario di mercato”.

“Il terziario ha bisogno di comporre il quadro delle tante sfide alle quali è sottoposto, esattamente come dovesse risolvere quel cubo di Rubik  che non a caso abbiamo scelto come simbolo di questa serata”, ha detto la presidente Anna Lapini, alla sua prima uscita pubblica ad Arezzo dopo la rielezione alla guida della Confcommercio regionale per il secondo mandato. “Ci sono da conciliare tanti opposti e dobbiamo capire quale direzione prendere, sempre però preservando la nostra identità”.ì

Apprezzato l’intervento di Giuseppe Angiolini, un imprenditore che, nonostante il suo business lo porti in giro per il mondo a contatto con le realtà più glamour della moda, non ha mai lasciato la sua città natale, Arezzo, e anzi l’ha scelta per realizzare nel settecentesco Palazzo Lambardi, oggi diventato Palazzo Sugar, un concept space degno delle atmosfere di New York e Parigi. Tanto da aggiudicarsi il ‘Best Fashion Retailer of the world award 2019’, in pratica l’incoronazione a migliore boutique del mondo. 

“Cosa ci vuole per restare sul mercato con successo? Intelligenza, coraggio, spirito critico ma anche la capacità di fare ogni tanto qualche mossa imprevedibile come quella che ho fatto io con l’operazione di palazzo Lambardi”, ha detto Giuseppe Angiolini,”essere unici è un valore importante in un mondo complesso come quello attuale, che richiede sempre grande attenzione viste le variabili da tenere presenti, tante e spesso imprevedibili, come il Coronavirus”.

Sulla unicità sta investendo anche il Comune di Arezzo per il rilancio del turismo:

“abbiamo puntato sul nostro patrimonio culturale per definire un nuovo modello di sviluppo della città”, ha detto il sindaco Alessandro Ghinelli, “dopo la crisi che ha investito il mondo produttivo ci voleva un cambio di passo. Attraverso le Fondazioni Arezzo Intour e Guido d’Arezzo progettiamo nuove offerte culturali allargandoci alla collaborazione con il resto del territorio provinciale in un’ottica di rete”.

Di reti ha parlato anche il sociologo Aldo Bonomi:

“dobbiamo imparare a ragionare di più in termini di rete, lavorando sulla coscienza di luogo mai per chiudersi ma per aprirsi all’esterno”, ha detto sottolineando poi l’importanza dell’associazionismo per guardare al futuro con più fiducia: “gli Stati Generali del Commercio sono uno strumento per reagire alle difficoltà perché sono luogo di relazione, esattamente come lo sono le attività del commercio. È nella relazione che si trova la vera identità, soprattutto per le piccole imprese come le vostre che non sono mai semplici “molecole di capitale”, ma progetti di vita”.

Imprese che, come ha sottolineato la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, sono anche “luoghi privilegiati di democrazia paritaria, dove ognuno fa quello che più è portato a fare, mettendo a frutto il proprio talento al di là delle differenze di genere che invece penalizzano altri settori. I problemi per le donne nascono quando si parla delle “stanze dei bottoni”. Lì è più difficile entrare perché si deve giocare con regole decise dagli uomini, profondamente distanti dal nostro modo di essere e agire. Così, se vogliamo liberare le energie delle donne per il bene della nostra economia, dobbiamo anche essere disposti a cambiare qualche regola”.

Sul ruolo sociale, e non solo economico, delle imprese si è espresso poi il presidente Carlo Sangalli in apertura:

“le imprese del terziario di mercato che Confcommercio riunisce garantiscono la rappresentanza dei luoghi e promuovono la diversità, che è la ricchezza del nostro paese. Sono legate a doppio filo alla vivibilità e alla qualità di vita dei luoghi dove si trovano. Da questa consapevolezza è nato il protocollo per la rigenerazione urbana firmato con Anci. Sono le vetrine a fare la differenza nelle nostre città: sulla sicurezza, sulla coesione sociale, sulla salvaguardia delle tradizioni e della specificità dei luoghi. Ogni vetrina che si spegne è un pezzo di città che muore, un pezzettino di storia collettiva che non torna più, una parte dell’argine contro incuria e imbarbarimento sociale che crolla”. In merito alle battaglie di Confcommercio, Sangalli ha ricordato: “combattiamo per disinnescare le clausole di salvaguardia, diciamo no all’aumento dell’Iva. È una battaglia di principio che portiamo avanti per il paese, per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie e dei pensionati e per difendere i consumi. Una tassa che invece ci piace è la web tax che avrebbe ricadute tangibili. Perché non è giusto che una piccola impresa debba pagare tutto e subito e questo non valga per le grande imprese del digitale”.

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