I cittadini stranieri responsabili della rissa di Saione devono essere espulsi. Subito

Lorsignori, invece, farebbero meglio a chiedersi per quale motivo gli italiani non dovrebbero essere rancorosi e sfiduciati

Roberto Maruffi
Roberto Maruffi
Invia per email  |  Stampa  |   4 dicembre 2017 13:56  |  Pubblicato in Economia, Arezzo


La civile convivenza nella città di Arezzo ha toccato il fondo, o almeno così dobbiamo sperare, con la maxirissa di Saione che ha coinvolto decine di cittadini africani lo scorso agosto. Ed è ovvio che se fossero stati nord europei le considerazioni non cambierebbero.

Quindi un fatto allarmante che ha superato nella coscienza delle famiglie i continui episodi di spaccio ed il continuo bighellonaggio di stranieri nulla facenti ai quali sono obbligate ad assistere quotidianamente. Un episodio gravissimo dove probabilmente solo l’apprezzato e tempestivo intervento delle Forze dell’ordine ha evitato conseguenze ben peggiori. E meraviglia parecchio leggere che coloro che sono stati beccati sul fatto se la sono cavata con pene lievissime e sono già da un pezzo a piede libero. Meraviglia perché viviamo in un paese dove sono previste pene detentive pesantissime e multe folli per ogni irrilevante errore burocratico nel quale possono incolpevolmente incorrere le persone per bene, le famiglie e le piccole attività. E dispiace che fatti di questa gravità si provi quasi a descriverli come le spiacevoli conseguenze di un disdicevole diverbio tra giovani gentiluomini dal sangue caldo per fatti d’onore.

E solo in maniera prudentemente residuale come il possibile frutto di una guerra tra le bande di spacciatori che si spartiscono il nostro territorio, e comunque sempre con il solito, tanto irritante quanto allarmante, distacco antropologico. Mentre invece ci si perde a cavillare sul comportamento della Procura della Repubblica di Arezzo che, invece, con sollecitudine ha indagato, o portato a giudizio, tante persone ferma restando, e su questo non si deflette, per ognuno di loro la presunzione di non colpevolezza o, come noi preferiamo dire, di innocenza.

Ma lasciamo perdere questo argomento perché, per tornare al punto, ancora di più preoccupa la popolazione il fatto che persone che si sono rese protagoniste di episodi di violenza ormai accertati dalla Magistratura, e che tanto per parlarsi chiaro probabilmente devono essere anche mantenute di tutto punto in una collettività come la nostra che conta decine di migliaia di nostri disoccupati, non siano state colpite da un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. E dobbiamo dare un dolore a pseudo intellettuali e a tollerantisti d’antan che non hanno ancora capito come anche su questo il sentire comune sia cambiato o, più brutalmente, quanto il vento sia cambiato, e quanto cambierà. Perché è ovvio che ormai qualsiasi melensa storiella strappalacrime su rifugiati et similia non attacca più dinanzi all’evidenza dei fatti, di questi fatti. Quindi se le norme lo consentono sarebbe bene che di dovere provvedesse con rapidità alle procedure di espulsione, ma a quelle effettive e non solo a quelle scritte sulla carta.

E sarebbe molto strano che le normative non lo consentissero visto che, e si perdoni la digressione, gira voce che in una città toscana sarebbero iniziate le procedure per il foglio di via a carico di alcuni risparmiatori espropriati della vecchia Banca Etruria rei soltanto, almeno per quanto si dice, di aver manifestato in occasione del passaggio in stazione dell’ormai famoso treno utilizzato dal dr. Matteo Renzi. Il che, se fosse vero, sarebbe molto preoccupante perché anche se i risparmiatori dovessero tutt’al più aver avanzato la loro più che legittima protesta con qualche innocua intemperanza di troppo, di sicuro non si sono resi protagonisti di violenti episodi di guerriglia urbana.

Quindi, e per chiudere l’inciso, speriamo che il Ministero degli Interni faccia presto chiarezza su questa strana voce che ci auguriamo non essere vera. Ma per tornare all’argomento, se invece la legge non dovesse consentire l’espulsione dei cittadini stranieri dei quali stiamo parlando, sarà bene che la classe politica, invece di pensare alle leggi elettorali ed alle candidature al parlamento, si attivi per modificarla. Insomma è ora di agire. Perché dopo è inutile far finta di meravigliarsi del fatto che gli italiani siano rancorosi e sfiduciati verso la politica e verso tutti. Lorsignori, invece, farebbero meglio a chiedersi per quale motivo gli italiani non dovrebbero essere rancorosi e sfiduciati

 Roberto Maruffi 
Roberto MaruffiCommercialista.
Altre dall'autore »
blog comments powered by Disqus