La paura di 42 lavoratori del Centro per l'impiego: "Precari da sempre. E coi navigator saremo silurati"

Il paradosso dei dipendenti del Cinpa Arezzo che rischiano di rimanere senza lavoro alla fine del 2020

I lavoratori del Cinpa Arezzo a rischio. Sono 42 i dipendenti della società che lavora all'interno del centro per l'impiego di Arezzo: svolgono un servizio che, entro breve, potrebbe essere rivoluzionato dall'introduzione di nuove figure come i navigator, nell'ambito dell'attuazione del piano del Reddito di Cittadinanza. "Siamo pronti a manifestare e a scioperare", dicono. La loro storia lavorativa è un paradosso di precarietà, nel quale ha giocato un ruolo chiave anche la perdita di competenze delle Province. E dopo anni di lavoro in attesa di una stabilizzazione, dicono, l'esperienza accumulata sul campo potrebbe essere spazzata via.

Lo stato di agitazione al Cinpa

La storia del Cinpa

Il Cinpa è nato come organo In-house della Provincia di Arezzo creato per gestire il Centro per l'Impiego una decina di anni fa. Ma le Province, depotenziate, hanno poi ceduto il passo. Il Cinpa Arezzo è stato rilevato dalla Cooperativa Koiné. Cinpa, consorziandosi con analoghe realtà di Grosseto e Siena, ha creato il veicolo consortile "Servizi Lavoro" che ha ottenuto successivamente la gestione dei centro per l'impiego di Arezzo, Siena e Grosseto, con affidamento temporaneo, da parte della Regione Toscana. All'interno del Centro per l'impiego aretino lavorano quindi i dipendenti Cinpa, oltre a un'altra decina di lavoratori di Koiné. Ma per i primi, qualora l'affidamento non fosse rinnovato alla fine del 2020 (come appare probabile in questo momento), si potrebbe profilare la chiusura della società, non avendo altre attività da gestire.

VIDEO | "Siamo pronti allo sciopero"

Figure conflittuali?

Perché si profila la chiusura? Perché, sostengono i sindacati, la Regione Toscana intende attuare il piano legato al Reddito di Cittadinanza bypassando il Cinpa aretino, introducendo le figure dei navigator, previste dal Governo, che dovrebbero accompagnare chi usufruisce del RdC nella ricerca di un nuovo impiego. "Siamo preoccupati di alcuni orientamenti che stanno emergendo in Regione", dicono i sindacati.

Questi lavoratori - spiegano Claudio Banconi (segretario Filcams Cgil) e Diego Loreto (segretario Uiltucs Uil) - ritengono giustamente che i navigator e le figure professionali indispensabili al rilancio dei centri per l’impiego, debbano essere individuate prioritariamente tra coloro che da anni, sempre al fianco e in collaborazione coi dipendenti pubblici, svolgono questo servizio in veste di operatori presso i centri per l’impiego. E si tratta proprio dei lavoratori Cinpa: più di altri posseggono infatti la preparazione, i titoli e le competenze specifiche avendo tra l’altro, già superato varie selezioni pubbliche per esercitare questi ruoli”.

Verso un maxi concorso

La Regione Toscana, attraverso l'Arti, l'Azienda regionale toscana per l'impiego, dovrebbe ingaggiare 200 navigator circa (in tutta la regione) per gestire le pratiche connesse al RdC. E non sono previste vie prioritarie per l'assunzione per i dipendenti Cinpa.

Sembra che la Regione intenda reclutare - proseguono i sindacalisti - queste figure professionali nell’ambito di una platea di aspiranti esterni al mondo dei centri per l’impiego. Questa decisione va sicuramente contro l’indirizzo di salvaguardare e utilizzare al meglio le loro professionalità e contro quello di offrire all’utenza un servizio più qualificato, razionalizzando al meglio le risorse pubbliche appositamente stanziate.

I sindacati annunciano quindi lo stato di agitazione, con manifestazioni e scioperi: "Vogliamo essere stabilizzati, non rimpiazzati da lavoratori meno stabili di noi - dicono i lavoratori -, in altre province la Toscana si è fatta carico di chi lavorava già nei Centri per l'impiego".

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