Castagne, è tempo di raccolta: "Meno quantità ma pezzatura migliore"

I consigli dei produttori di Caprese Michelangelo, sede della Dop del Marrone per gli acquisti di qualità e al giusto prezzo

Tornano a far parlare di sé le regine dell'autunno: le castagne. Il tempo della raccolta è arrivato e i produttori stanno già valutando che tipo di raccolto sarà. 

“Rispetto agli ultimi 10 anni, gli standard sono molto diminuiti:  si pensi che prima ogni ettaro rendeva circa 7 quintali di marroni, adesso sono molti meno e qualche anno la produzione si è addirittura azzerata – commenta Marilena Cascianini titolare dell’omonima azienda agricola con sede a Caprese Michelangelo –- Siamo all’inizio del raccolto e quello che possiamo fare in questa fase è una prima e sommaria stima, noi qui siamo speranzosi a livello di qualità si parla di un’ottima annata, probabilmente in leggero calo sul 2018”. 

Con l’autunno lento 2019 e le temperature meteo che ricordano quelle dell’estate, arrivano le prime castagne con un raccolto leggermente in calo rispetto allo scorso anno a causa dell’andamento climatico anche delle  ultime settimane.

“Abbiamo molto scarto purtroppo – spiega Maria Teresa Baroni produttrice di Caprese Michelangelo – nonostante questo la pezzatura è buona, lo scorso anno ad esempio era molto più piccola. Abbiamo risentito molto della scarsità delle piogge, la loro assenza, sommata al caldo estivo, sono tra i problemi principali che abbiamo avuto in questa fase iniziale della raccolta”.

Maria Teresa Baroni-2

Il rischio è di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto da Portogallo, Turchia, Spagna e dalla Grecia, considerato l’aumento record del 18% delle importazioni nei primi sei mesi dell’anno dopo che nel 2018 erano arrivati in Italia ben 36 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori.

Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori.

Se non si vuole comunque correre il rischio di acquistare spesso a caro prezzo caldarroste straniere in vendita nel centro delle città, la Coldiretti aretina, invita i consumatori a prestare attenzione alla qualità e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili.

Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica che in provincia sono sette e si trovano sia ad Arezzo città che in tutte le vallate, o le sagre in programma in questi giorni dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure rivolgersi direttamente alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne.

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