Cassa integrazione, scendono le ore nell’Aretino. Ma in Toscana è boom

Secondo i dati dell’Ires ad Arezzo il monte ore nei primi 9 mesi del 2016 è sceso del 27 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’edilizia è il settore che conta un numero maggiore di cassintegrati.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   24 novembre 2016 6:10  |  Pubblicato in Economia, Arezzo


I numeri parlano ancora di crisi, anche se tra le righe c’è chi intravede una prossima inversione di tendenza. A raccontare uno spaccato delicato dell’economia regionale è l’Ires nel suo focus sull’economia, presentato proprio in questi giorni a Firenze. Tanti i temi trattati, compreso quello della cassa integrazione.

Si scopre così che nei primi nove mesi del 2016 la tendenza, contrariamente a quanto sta accadendo a livello nazionale,  è quella della crescita, con un saldo del più 5% rispetto ai primi tre trimestri del 2015, e un salto da 26,5 a 27,8 milioni di ore. Di queste ore, ben  800mila sono relative al TAC, ovvero il sistema moda, rappresentato dai comparti della pelletteria di Arezzo e Firenze.

Da Arezzo arrivano dati che denotano un calo di ore. A livello provinciale infatti siamo di fronte a una diminuzione importante: si parla di 27 punti in percentuale, che fermare le ore a un totale di 2 milioni e 460 mila ore. Ma non è detto che  tale decrescita sia un segnale di ripresa. Dietro questi numeri infatti, ci sono anche storie di aziende che hanno chiuso i battenti o di imprese che hanno terminato il monte ore a disposizione e non possono più chiedere di accedere a questo ammortizzatore sociale. Non è un caso infatti che la cassa integrazione straordinaria in tutta la Toscana sia in crescita.

In termini di dipendenti il dato delle ore di cassa integrazione nell’Aretino equivale a 3050 persone, la maggior parte delle quali impegnate nell’edilizia e nel settore lapideo (700 persone per settore);  a seguire quello  metalmeccanico (650 persone) e quello della moda (500 persone).

IN TOSCANA
“Da un punto di vista territoriale – spiega poi il focus dell’Ires – i cassintegrati sono soprattutto a Firenze 5150 e Livorno (6400), con valori inferiori alle 1000 unità a Prato,  Pistoia, Massa-Carrara e Grosseto.
Continua infine la tendenza al ridimensionamento della cassa  integrazione ordinaria (-31%), mentre per certi versi preoccupate è l’incremento della cassa straordinaria (+9%), che adesso supera i 19 milioni di ore. La cassa in deroga cresce sì di oltre l’80%, ma su numeri  relativamente piccoli, e non dobbiamo dimenticarci che la sua attivazione dipende ormai più che dalle domande poste dalle imprese, dalle disponibilità finanziarie liberate dal governo a scadenze discrezionali”.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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