Cabro Spa: una questione di chimica. Dal decorazioni in oro allo studio sulle nanoparticelle, 29 anni di ricerca

Scienziati. Inventori. Sognatori. O più semplicemente alchimisti. Trovare una definizione per il team di Cabro Spa non è affare di poco conto. Sotto allo stesso tetto coesistono professionalità e sensibilità uniche quanto diverse tra loro. Chimici...

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Scienziati. Inventori. Sognatori. O più semplicemente alchimisti. Trovare una definizione per il team di Cabro Spa non è affare di poco conto. Sotto allo stesso tetto coesistono professionalità e sensibilità uniche quanto diverse tra loro. Chimici, creativi, impiegati, esperti di marketing e matematici. Tutti insieme costituiscono una realtà dove il minimo comune multiplo è estremamente semplioce: dare un corpo alle idee.

Arezzo terra di orafi e orefici di grande pregio, è anche la patria natale di una realtà che, partendo proprio dal comparto orafo, ha saputo creare un mondo di eccellenza e specializzazione.
La storia è quella della Cabro Spa, azienda nata nel 1987 dall’incontro di Alessio Brogi e Giovan Battista Castigli. I due imprenditori, 29 anni fa, decisero di dare vita ad una fucina all’interno della quale recuperare, reinventare e studiare soluzioni per l’impiego dell’oro e dei metalli preziosi.

“Siamo partiti con poco più di un laboratorio - spiega Alessio Brogi, titolare della Cabro Spa - adesso abbiamo costruito una realtà che vanta numerosi brevetti, due sedi ad Arezzo (una in via Setteponti e l’altra a San Zeno), oltre cinquanta dipendenti e una “succursale” in Germania. Nel 2007 infatti abbiamo acquistato la Rüger & Günzel GmbH”.

Così dal recupero dei metalli preziosi ben presto la Cabro ha iniziato a muovere i suoi primi passi diventando un’azienda chimica specializzata nella produzione, trasformazione e nel recupero di materiali quali oro, argento e platino.

“Per venti anni - prosegue Brogi - abbiamo messo alla prova noi stessi e le nostre capacità. Da principio ci siamo dedicati alle lavorazioni e decorazioni in oro. E’ stato in questi anni che abbiamo intrapreso delle forti collaborazioni con realtà estere e italiane. Dopo oltre un ventennio di esperienza maturata abbiamo intensificato l’attività di ricerca e sviluppo investendo risorse ed energie nella progettazione di nuovi prodotti, partecipando a progetti europei e regionali e collaborando con le più prestigiose università italiane ed istituti di ricerca. Per questo oltre il 20 per cento del nostro personale assunto si occupa prettamente di ricerca”.

Un’insaziabile sete di conoscenza e di crescita è alla base di ogni progettazione a marchio Cabro. Negli anni sono molte le commesse di prestigio che hanno tenuto occupata l’azienda aretina che, recentemente, ha iniziato a studiare sempre più da vicino le nanoparticelle e le loro possibili applicazioni.

“Grazie alla collaborazione attivata con Punto Quantico srl, spin-off dell'Istituto dei Materiali Compositi e Biomateriali (IMCB) del CNR - prosegue Brogi - abbiamo dato vita ad una tecnologia che si presta ad essere impiegata in ambiti come quello della moda, della farmaceutica e del manifatturiero e consente al produttore di verificare sempre l’autenticità dei prodotti sui quali viene applicata. Si tratta di una particolare tecnica basata su nuove nanoparticelle fluorescenti, in grado di contrastare efficacemente i tentativi di contraffazione. Tali fluorofori, usati come pigmenti da aggiungere a matrici di differente natura (polimeri, vernici, inchiostri, paste ecc), possono essere sfruttati per una vastissima gamma di applicazioni, che spaziano dal settore biomedicale all'ottica, dall'industria tessile alle arti decorative-design, dal controllo di qualità all'anticontraffazione o alla tracciabilità di prodotti in filiere produttive”.

E poi ci sono gli studi sul grafene. Per chi non lo sapesse il grafene è un derivato del carbonio che vanta una resistenza meccanica eccellente e una flessibilità simile a quella della plastica.

“Abbiamo approfondito lo studio di questo materiale - spiega ancora Brogi - in modo da comprendere le possibilità d’uso. Oggi abbiamo raggiunto un importante traguardo: siamo una delle due aziende italiane che non solo lo utilizza ma lo produce anche. In questo senso, abbiamo intrapreso una fitta rete collaborativa con Fiat per analizzare insieme le possibilità di applicazione del grafene nel settore automobilistico”.

Per quello che concerne invece l’ambito decorativo e del settore delle applicazioni in oro e metalli preziosi, Cabro continua il proprio processo di studio e crescita. I contatti maggiori in questo ambito sono con aziende estere che, richiedono sempre più spesso i prodotti dell’impresa aretina. 
Soltanto nell’ultimo anno Cabro Spa ha depositato quattro brevetti, un marchio, realizzato app e sviluppato sistemi utili all’anticontraffazione.

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“E non è finita qui - continua Brogi - stiamo lavorando ad un progetto veramente importante ma non abbiamo ancora intenzione di rivelare alcun dettaglio. Posso solo dire che per la nostra azienda riuscire in questa impresa sarebbe un’importante conferma del buon lavoro fatto sino ad oggi soprattutto nel settore della ricerca e sviluppo. Quello che forse fa di noi un unicum è che mettiamo davvero creatività, fantasia e professionalità in tutto quello che facciamo. I nostri sono prodotti 100 per 100 Made in Italy e forse è proprio per questo che le grandi multinazionali che si rivolgono a noi apprezzano la cura che mettiamo in ogni piccolo dettaglio. Ogni prodotto, ogni tecnologia e ogni servizio Cabro non solo è frutto di un lavoro certosino ma è anche adattabile e personalizzabile per tutte le esigenze”.

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