Arezzo nella morsa della siccità. Perso il 50% del raccolto delle foraggere, Caporali: "Vicino agli agricoltori"

Valtiberina e Valdichiana sono le aree maggiormente colpite dalla siccità. L'assenza di piogge ormai persiste da diverse settimane. Una piaga per tutti coloro che vivono di agricoltura e di coltivazioni. Già, perché il caldo secco, unito al...

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Valtiberina e Valdichiana sono le aree maggiormente colpite dalla siccità.

L'assenza di piogge ormai persiste da diverse settimane. Una piaga per tutti coloro che vivono di agricoltura e di coltivazioni. Già, perché il caldo secco, unito al vento che in questi giorni ha soffiato con moderazione nel territorio provinciale, ha reso la vita particolarmente complicata a chiunque abbia terreni con coltivazioni. Soltanto ad inizio mese su volontà della giunta regionale toscana è stato dichiarato dal presidente Enrico Rossi lo stato d’emergenza. Malgrado per la giornata di oggi, in Garfagnana e nella zona di Massa sia scattata l'allerta meteo per temporali e forti piogge, nella provincia di Arezzo permane la siccità. La provincia di Arezzo sta reggendo all'ondata di calore grazie alle scorte idriche. Primo tra tutti l'invaso di Montedoglio. Ma è nei territori che non sono collegati alla struttura che soffrono di più. In alcune parti della provincia sono già scattate le misure di precauzione per la razionalizzazione della risorsa idrica con conseguenti divieti di uso di acqua potabile per fini diversi da quello igienico e nutrizionale. Secondo una ricognizione effettuata dalla Confederazione Italiana Agricoltori emerge un quadro della situazione regionale e provinciale estremamente preoccupante, "E questo perché - spiega Giorgio Del Pace, direttore della Cia Arezzo - risulta sia già compromessa parte delle produzioni dell’annata agraria, sia per le conseguenze che potrebbe avere il perdurare della siccità in assenza di adeguate iniziative finalizzate a superare l’emergenza in atto".

Sempre secondo il monitoraggio della Cia, per quello che riguarda l'olivicoltura "si assiste ad una cascola delle olivine allegate molto consistente e diffusa. Il danno medio è già molto consistente (attorno al 50% sulle rese ordinarie). Danno destinato a crescere con il perdurare di questa situazione climatica". Sul fronte dei foraggi "la perdita di produzione diretta non sarà inferiore al 30%. Supererebbe il 50% se dovesse persistere questa situazione di siccità". Per quanto riguarda le colture dei cereali "le trebbiature delle colture autunno-vernine sono in pieno svolgimento. Si segnalano ovunque basse rese. Ad oggi non è possibile fare stime attendibili, ma dai dati che registriamo in questi giorni, possiamo immaginare una perdita sicuramente superiore all 30%". Per la viticoltura "ad oggi non si registrano danni evidenti; tuttavia il permanere dell’attuale situazione determinerebbe gravi danni alla produzione viticola". E poi per il settore ortofrutta, "la situazione si presenta articolata; le colture irrigue per ora non subiscono danni, ma le imprese hanno costi di approvvigionamento idrico più elevati". Ingenti anche i danni riguardanti l'apicoltura dove "vengono segnalate riduzioni di produzione dell’ordine di oltre il 60%. Si sono salvate le fioriture primaverili anticipate, però si è presentato anche il fenomeno della gelata di aprile".

Ad Arezzo invece la situazione più grave è quella che riguarda le foraggere, "per le quali si registra già nel primo taglio una perdita del 50% del prodotto. Segnalazioni di gravi perdite produttive riguardano il miele, con aziende che stanno perdendo la totalità della produzione. Sul tabacco, ad oggi non vi sono problemi, se non per l’aumento dei costi di approvvigionamento, ma vi è preoccupazione sulla continuità della disponibilità di acqua irrigua nel caso dovesse perdurare l’attuale siccità".

"Per il momento la situazione è grave ma non irreparabile - spiega il consigliere provinciale con delega all'ambiente Donato Caporali - Purtroppo con la riforma delle Province non abbiamo più gli stessi poteri diretti di prima. La delega che ricopro infatti ha carattere meramente di raccordo e coordinamento tra i comuni dell'Aretino. Le competenze sono specifiche della Regione Toscana. Detto questo però ci fare portavoce anche noi delle necessità del mondo dell'agricoltura e saremo al loro fianco affinché possano essere ascoltate le loro richieste. Bene lo stato di emergenza dichiarato dalla Regione ma esso, in caso di perdite sui raccolti, non riuscirà a coprire il 100% degli ammanchi. Dunque è necessario adoperarsi affinché vengano prese misure di supporto serie ed efficaci. Il nostro compito come amministratori è quello di vigilare anche su questo aspetto".

Il quadro generale Livelli idrometrici – Il report mensile idrometrico, riferito a maggio 2017, mostra una diminuzione delle portate medie mensili registrate nei punti di monitoraggio rispetto allo stesso mese negli anni precedenti. Infatti, in tutte le sezioni analizzate, i dati di aprile risultano già inferiori alla fascia della media. Temperature – Si evidenzia poi uno scarto relativo di +1,1 °C rispetto alla temperatura media nel confronto con il periodo climatico precedente 1971-2000. Questo surplus termico è stato in prevalenza determinato dal maggior aumento delle temperature massime, passate dai 21,9 °C ai 22,9 °C;

Piogge – C’è un deficit di pioggia, nel maggio 2017, rispetto ai valori del precedente trentennio medio analizzato sulla quasi totalità del territorio regionale, con valori piuttosto marcati in corrispondenza dei principali bacini idrografici, dell’ordine del 50%, corrispondenti a 50-60 mm di pioggia in meno rispetto al periodo medio di riferimento per il periodo 1987-2016. In sintesi si rappresenta un quadro regionale in cui comincia a delinearsi, nel periodo gennaio-aprile 2017, un diffuso deficit di pioggia per i bacini meridionali (Toscana Costa, Ombrone Grossetano e Fiora) con apporti pluviometrici che si attestano tra i più scarsi rispetto ai precedenti e omologhi periodi pregressi, a connotazione siccitosa, registrati sul territorio regionale (gennaio-aprile 2002/03, 2006/07 e 2011/12).

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