Arezzo coraggiosa e creativa: startup innovative come in una città universitaria

Sono realtà d’avanguardia, piccole magari, ma molto coraggiose. Aziende di nuova costituzione che hanno fatto dell’innovazione il loro tratto distintivo e alzano sempre un po’ la posta dell’imprenditoria che guarda al futuro.
Questo universo è stato fotografato nel giugno 2018 da Cerved, agenzia specializzata in informazioni commerciali, nello studio “La mappa delle startup innovative”. La Toscana si pone come realtà di mezzo, tra un Settentrione vocato al cambiamento e che trascina tutta l’Italia creativa e un Meridione decisamente indietro. E la provincia di Arezzo, pur non essendo città sede del cuore pulsante di un ateneo e non vantando agglomerati urbani metropolitani, se la cava (è nella media nazionale) riuscendo anche a brillare in determinati cluster (settori)

Mattia Cialini
Mattia Cialini
Invia per email  |  Stampa  |   18 agosto 2018 8:00  |  Pubblicato in Economia, Arezzo, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina


Sono realtà d’avanguardia, piccole magari, ma molto coraggiose. Aziende di nuova costituzione che hanno fatto dell’innovazione il loro tratto distintivo e alzano sempre un po’ la posta dell’imprenditoria che guarda al futuro.
Questo universo è stato fotografato nel giugno 2018 da Cerved, agenzia specializzata in informazioni commerciali, nello studio “La mappa delle startup innovative”. La Toscana si pone come realtà di mezzo, tra un Settentrione vocato al cambiamento e che trascina tutta l’Italia creativa e un Meridione decisamente indietro. E la provincia di Arezzo, pur non essendo città sede del cuore pulsante di un ateneo e non vantando agglomerati urbani metropolitani, se la cava (è nella media nazionale) riuscendo anche a brillare in determinati cluster (settori).

Poco coraggio dei mercati finanziari

L’Italia ha ormai un numero consistente di startup innovative, nonostante lo scarso contributo dei mercati finanziari. Un ruolo di crescente importanza è rivestito dal corporate venture capital, con riflessi sulla geografia dell’innovazione – si legge nell’introduzione del rapporto -. Nel 2012, con la costituzione di una sezione speciale del Registro delle Imprese per le startup innovative, l’Italia si è dotata di un sistema di incentivazione con lo scopo di favorire l’innovazione e la produttività nel nostro sistema produttivo. A sei anni di distanza, l’Italia può vantare un numero consistente di startup che producono innovazione, ma ancora con un basso impatto su crescita e produttività del Paese. Il contributo dei mercati finanziari è in crescita ma rimane marginale, mentre un ruolo di crescente importanza è assunto dal corporate venture capital, cioè dagli investimenti di imprese mature in startup innovative. Questo tipo di sviluppo ha riflessi sulla mappa delle startup innovative, che in qualche modo ricalca il modello dei distretti industriali.

Cerved censisce circa 14mila startup innovative in Italia. La Toscana dimostra una spiccata tendenza all’innovazione nella fascia centrale della regione, in particolare lungo il corso dell’Arno, che è punteggiato di startup (immagine sotto). A livello provinciale spicca la provincia di Pisa, che beneficia della presenza accademica e di una vocazione per l’imprenditoria di frontiera, con un tasso di innovazione di +0,4 (considerando lo “zero” come la media nazionale). Segue Firenze con +0,16 e Livorno con +0,06. Tassi negativi ma non distanti dalla media nazionale anche per Siena (-0,04) e Arezzo (-0,09). Più lontane Pistoia (-0,34), Prato (-0,37) e Lucca (-0,47). In fondo alla graduatoria regionale si collocano invece Grosseto (-0,58) e Massa Carrara (-0,73).

 

Immagini nel corpo del testo tratte dal rapporto Cerved Know

@MattiaCialini

 

 Mattia Cialini 
Mattia CialiniNato nel 1983, lacustre trapiantato in Toscana. Vivo ad Arezzo, mi sento a casa anche al Trasimeno e in Maremma. Laureato in comunicazione di massa all'Università di Siena. Amo scrivere, ho la fortuna di farlo per mestiere dal 2002. Sommelier Ais
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