I dipendenti dell'America Graffiti sono stati licenziati

Le raccomandate stanno arrivando agli ormai ex lavoratori, rapidamente passati dalla prospettiva di un cambio di proprietà alla chiusura del locale

L'incredulità ha lasciato il posto alla rassegnazione tra gli ormai ex dipendenti dell'America Graffiti, ristorante di via Ernesto Rossi chiuso un mese fa, che in questi giorni stanno ricevendo le raccomandate di licenziamento inviate dalla società AGF srl (formata da tre soci, di Arezzo e di Firenze). Dall'8 gennaio, infatti, il locale a tema (Usa anni '50) molto gettonato per feste e compleanni, ha la serranda abbassata.

Alcuni ex lavoratori, assistiti dal proprio avvocato, hanno ricevuto rassicurazioni sul pagamento delle mensilità arretrate e sul pagamento del trattamento di fine rapporto (Tfr): il termine fissato per saldare lo spettante è la metà di febbraio.

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I convulsi giorni di gennaio

Quando il ristorante ha chiuso erano circa 20 i lavoratori impegnati, di cui una quindicina a tempo indeterminato. Inizialmente - intorno al 15 gennaio - era stato detto loro che il locale sarebbe rimasto chiuso il tempo necessario per un passaggio di proprietà e che i nuovi soci avrebbero saldato alcuni stipendi rimasti in sospeso. Ma l'ipotetica cessione non si è concretizzata. In una riunione del 22 gennaio, addirittura, sarebbe emerso tutt'altro scenario legato ai problemi con l'affitto del locale: possibile chiusura definitiva e licenziamento per tutti entro il 31 gennaio. A quel punto i lavoratori, dapprima rassicurati, sono rimasti sbigottiti per il radicale cambio di prospettiva. Ma evidentemente c'era chi si aggrappava a qualche speranza residua, se anche uno dei soci - un paio di giorni dopo - si era augurato che il peggio potesse essere scongiurato. Ma la pietra tombale è stata posta con la comunicazione della partenza delle lettere di licenziamento, avvenuta venerdì scorso. E proprio in questi giorni le raccomandate stanno arrivando, facendo riferimento anche al fatto che sarà corrisposta indennità di mancato preavviso. La speranza, per gli ormai ex dipendenti, è almeno quella di vedersi riconosciuto ogni euro rimasto in sospeso.

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