Aisa, Cherici: "Il progetto da 24milioni per l'efficienza nel recupero e non chiamatelo inceneritore"

In questa intervista il presidente di Aisa Giacomo Cherici risponde al documento di Gallo e Donati circa l'aumento di tonnellaggio richiesto alla Regione

Giacomo Cherici, presidente di Aisa

"Questa è un'azienda pubblica e non è un inceneritore innanzitutto. Dal 2017 l'impianto di San Zeno è una centrale di recupero in R1."

Giacomo Cherici, presidente di Aisa Impianti risponde punto su punto alle questioni sollevate da Filippo Gallo e Donato Caporali in merito al progetto depositato in Regione. 

"Non è un progetto oscuro, Aisa lo ha presentato in Regione dopo essere stata autorizzata dall'assemblea dei soci all'unanimità, tutti i comuni hanno votato. Così abbiamo presentato la Valutazione di Impatto Ambientale in Regione per un progetto che vuole rispondere alle necessità del nostro territorio per il recupero dell'organico e delle frazioni secche."

Ma state progettando un ampliamento per poter smaltire rifiuti che arrivano da altre città della Toscana come Firenze?

"Questo altro grande errore che leggo: il progetto prevede che l’impianto si strutturi per lavorare tutte le raccolte differenziate cioè diventare fabbrica di materia, per fare questo si deve adeguare alla necessità di recuperare degli scarti delle racoollte differenziate. In parole povere evitare che lo scarto che viene prodotto comunque dall'umido e dalle frazioni secche, si debba portare a bruciare a Milano invece che nel nostro forno. In tutto il progetto non esiste il concetto di andare a prendere i rifiuti da bruciare a Firenze."

Come si spiega tecnicamente la modifica fino a 75mila tonnellate annue?

"E' un obbligo di legge esprimere la forbice fra il massimo ed il minimo quantitativo che è possibile recuperare energeticamente in funzione dei materiali di scarto con il minimo ed il massimo potere calorifico (massimo: 75mila, minimo: 49,5mila). Nella realtà dei fatti, come ampiamente documentato nel progetto, sono 15mila le tonnellate da aggiungere alle 45mila attuali e che corrispondono agli scarti delle lavorazioni delle raccolte differenziate."

Ma il progetto finora è rimasto poco conosciuto dall'opinione pubblica.

"Una volta presentata tutta la documentazione, come è avvenuto appunto ieri, è la Regione che decide e indica di fare l’assemblea pubblica, tutto il materiale è sul sito della Regione, che poi indicherà se farlo e quando farlo. Non si dimentichi che i comuni della valle più interessata, la Valdichiana, hanno un loro consigliere all'interno del cda di Aisa, Enrico Galli e con loro la condivisione è massima"

Perché considerate importante questo progetto?

"Il progetto è necessario se il territorio vuole fare le raccolte differenziate dell’organico e delle frazioni secche che volenti o nolenti producono uno scarto che deve essere processato e non può essere inviato in discarica. Ci sono aspetti ambientali in tutto questo sistema, non ultimo quello per cui la centrale di recupero per essere tale si deve mantenere in un range di coefficienti di rendimento alti, come nel nord Europa e non abbiamo la minima intenzione di perdere la qualifica."

Voi avete sempre puntato su messaggi di zero spreco

"La raccolta differenziata non ha futuro se non c'è un'impiantisitca zero spreco che è in grado di valorizzarla, che serve per estrarre la parte buona della raccolta. Va in questo senso la volontà di investimenti sulle Bat, le migliori tecnologie disponibili sul mercato."

Quanto vale questo progetto?

"24 milioni di investimenti che non vanno a pesare sulle tasche del cittadino perché siamo centrale di recupero in R1."

La scheda tecnica del progetto di Aisa Impianti

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