La Corbetina, la fattoria sociale dove gli anziani fanno merenda insieme i disabili accudiscono gli asini

La storia è quella di Camilla Ferrario l'educatrice che tre anni fa ha scelto di diventare imprenditrice agricola

Insieme al marito ha deciso di unire due grandi passioni.
Quella per le attività sociali e l'educazione e quella per l'agricoltura. Così è nata La Corbetina, azienda che ha letteralmente aperto le porte ai diversamente abili e alle persone con difficoltà. 

Un'esperienza unica nel proprio genere che viene raccontata proprio da Camilla Ferrario, titolare dell'attività che ha preso forma soltanto tre anni fa grazie ai fondi ottenuti attraverso il programma di sviluppo rurale per giovani imprenditori. 

“La nostra azienda agricola accreditata a Campagna Amica nasce nel 2016 a Montevarchi – spiega – ho fatto per anni l’educatrice e l’idea di unire l’agricoltura al sociale è sempre stata una mia priorità, pensare di poter far vivere l’esperienza all’aria aperta ai soggetti più svantaggiati, aprendo le porte del “nostro mondo” è  il miglior modo di portare avanti il nostro lavoro. La produzione aziendale è a prevalenza olivicola ed ortaggi ma abbiamo deciso di adeguare la nostra struttura per l’accesso ai disabili ed utilizzare la sala per accogliere nel miglior modo queste persone".

Così, da subito, ha preso forma il progetto “Merenda in fattoria”, collaborazione con una rsa della zona che ha consentito all'azienda di ospitare gli anziani della struttura.

"Ci hanno raccontato delle esperienze di vita fatte, dei mestieri, del loro lavoro, spesso nei campi come contadini - racconta ancora Camilla - Insieme abbiamo lavorato sulla manualità e con il contatto con gli asini presenti in fattoria”.

L’agriwelfare italiano nasce dall’innesto dei percorsi di riabilitazione e di reinserimento sociale in attività agricole tradizionali come la coltivazioni, l’allevamento, l’agriturismo, le fattorie didattiche e anche le vendite dirette che con il 60,2% sono anche il canale più utilizzato per l’offerta dei prodotti, seguito dai gruppi di acquisto (35,1%) e dai mercati contadini e rionali (32,2%), dalla ristorazione (22,3%) e da altri negozi del proprio territorio (19,9%), senza trascurare neppure le vendite on line (11,4%).

“In atto – prosegue -  c'è anche una collaborazione con una cooperativa sociale del Valdarno. Qualche tempo fa, con cadenza settimanale, abbiamo ospitato ragazzi disabili con i quali abbiamo dato il via ad attività più strutturate ed interattive visto che sono stati proprio loro a vestire i panni dell'imprenditore agricolo dando da mangiare agli animali, accudendo gli asini e interagendo con tutti gli spazi della nostra struttura. Un momento davvero unico dove abbiamo dato molto ma abbiamo allo stesso modo ricevuto tanto indietro".

La Corbetina_2-2

E per il futuro?

"C'è tanto in cantiere - spiega ancora Camilla - a cominciare dalla collocazione di una serra per gli ortaggi e la stiamo prevedendo a barriere zero, perché vogliamo proseguire con l’ospitalità giornaliera di anziani e disabili con l’intenzione di accogliere tirocini o inserimenti lavorativi di soggetti svantaggiati. Pensiamo alla creazione anche di una fattoria didattica, e creare prodotti ideati e realizzato attraverso la collaborazione con persone con disabilità e tanto altro ancora. Insomma, staremo a vedere. Non sono certo le idee e la volontà ad essere carenti".

La rete di agricoltura sociale di Campagna Amica comprende 937 aziende agricole iscritte che esercitano attività di agricoltura sociale ai sensi della legge 141/2015, è un settore in continua espansione con una crescita dell’80% in dieci anni.

“L’agricoltura sociale è la punta più avanzata della multifunzionalità che abbiamo fortemente sostenuto per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale - spiega il direttore di Coldiretti Arezzo Raffaello Betti -  una svolta epocale – con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona”.

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