Abolizione voucher, la rivolta delle categorie economiche: “Errore grave, così si alimenta lavoro nero”

Sono le categorie economiche aretine a prendere posizione in merito all’abolizione dei voucher. Nel 2016, soltanto nella provincia di Arezzo, sono stati venduti 892.110 voucher. Ovvero 150mila in più rispetto all’anno precedente.

Claudia Failli
Claudia Failli
Invia per email  |  Stampa  |   20 marzo 2017 16:38  |  Pubblicato in Economia, Arezzo

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C’è chi lo ha definito un “grave errore”. Chi un “paradosso tutto italiano”. E chi a malapena se ne è accorto.
Quello che invece è ormai assodato è che dal 18 marzo scorso è entrato in vigore il decreto legge 25/2017 con il quale vengono aboliti i voucher per pagare la colf, l’insegnate di ripetizioni, l’agricoltore stagionale e tutte le altre forme di lavoro occasionale e accessorio.
Chi ha acquistato i buoni entro il 17 marzo potrà utilizzarli fino alla fine dell’anno, mentre chi invece oggi è andato in tabaccheria a chiederne si è sentito rispondere picche.

Nel 2016, soltanto nella provincia di Arezzo, sono stati venduti 892.110 voucher. Ovvero 150mila in più rispetto all’anno precedente. Ma non è tutto. Secondo il rapporto Ires, in Toscana a gennaio gli acquirenti che avevano richiesto il blocchetto dei buoni erano già 628.489, 62.520 in più di quanti ne furono venduti nello stesso periodo dell’anno precedente.
Cifre esorbitanti che hanno a più riprese catalizzato l’attenzione dei sindacati che si sono spesso interrogati se realmente i buoni fossero utilizzati per pagare lavoratori occasionali e non celassero dietro ben altro.

Da qui la necessità, sempre più preponderante, di regolamentarne la possibilità di impiego.
Fino a che si è arrivati alla messa in pratica della regola transitoria, contenuta appunto nel decreto legge n. 25/2017 e pubblicato a tempo di record in Gazzetta Ufficiale, che ne vieta completamente l’uso.

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E con quali conseguenze?

Alcuni problemi potrebbero ad esempio riguardare gli ingaggi per i servizi domestici. Baby sitter, insegnanti per ripetizioni, collaboratori domestici, badanti. Per richiedere le loro prestazioni infatti le famiglie dovranno scegliere e redigere un contratto di lavoro, formalizzare l’accordo con il collaboratore e poi gestire una lunga lista di adempimenti.

Stesso scenario potrebbe valere anche per la ristorazione e per le attività di somministrazione per poi estendersi a quello dei servizi fino ad arrivare all’agricoltura comparto dove il lavoro stagionale è tra i più alti.

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In questo senso è la Coldiretti Arezzo a lanciare l’allarme.

“Con l’arrivo della buona stagione – sottolinea Tullio Marcelli presidente dell’associazione – ed i lavori di preparazione dei terreni e raccolta di ortaggi frutta e vino, senza lo strumento voucher si mettono a rischio le produzioni agricole e si perdono opportunità di lavoro nei campi per integrare il reddito per  giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati esclusivamente in attività stagionali che in agricoltura ne sono stati gli unici possibili beneficiari, non solo, con la sospensione improvvisa della vendita dei voucher nelle tabaccherie l’annunciata fase transitoria per consentire l’utilizzo dei voucher fino al 31 dicembre si traduce in una farsa che danneggia imprese e lavoratori. Uno zelo burocratico che – sottolinea Marcelli – ha impedito dal fine settimana scorso l’acquisto dei voucher da utilizzare nel periodo transitorio che viene di fatto vanificato: si tratta di un vero colpo di mano perché oltre all’utilizzo occorre consentirne l’acquisto, in attesa che venga individuato necessariamente uno strumento ad hoc che sostituisca i voucher e che tenga conto delle specifiche caratteristiche di stagionalità dell’agricoltura come avviene in tutti Paesi dell’Unione Europea”.

L’agricoltura è condizionata dagli andamenti climatici sempre più imprevedibili “ed ha bisogno – sottolinea a sua volta il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi – di strumenti flessibili che tengano conto di queste caratteristiche. A differenza degli altri settori l’utilizzo dei voucher in agricoltura è rimasto pressoché stabile negli ultimi anni ed ha aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne. Senza i voucher anche l’agricoltura aretina  – sottolinea ancora Rossi –  perde uno strumento che ha consentito nel tempo di coniugare gli interessi dell’impresa agricola con la domanda di lavoro di giovani studenti e pensionati in cerca di un reddito occasionale da percepire in forma corretta”  e proprio per  questo “Coldiretti Arezzo  –  conclude il direttore – sosterrà con il massimo impegno la battaglia di Coldiretti nazionale che chiede di individuare immediatamente uno strumento ad hoc che sostituisca i voucher e che tenga conto delle specifiche caratteristiche di stagionalità dell’agricoltura come avviene in tutti Paesi dell’Unione Europea”.

 

 Claudia Failli 
Claudia FailliValdarnese di nascita e aretina di adozione. Cittadina del mondo grazie al web (cit.). Appassionata di fotografia, video e social network. Il mondo lo guardo da un oblò ma non mi annoio nemmeno un po'.
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