Un molino storico della provincia di Arezzo compie 100 anni

Taglia il traguardo del secolo il Molino Benini di Bucine. La ricorrenza è stata solennizzata questa mattina con la consegna di una medaglia commemorativa da parte di Confartigianato Imprese

100 candeline per il Molino Benini di Bucine. La ricorrenza è stata solennizzata questa mattina con la consegna di una medaglia commemorativa da parte di Confartigianato Imprese, in particolare dal presidente di vallata per il Valdarno Maurizio Baldi.

Il Molino Benini ha anche un altro record al proprio attivo, il suo titolare Giulio Benini il 18 settembre 1947 fu tra i primi imprenditori a dar vita a Confartigianato Arezzo e ne divenne presidente.

Oggi l’attività è portata avanti dai figli di Giulio, i fratelli Andrea e Lucia Benini. Grazie ad un appassionato lavoro di restauro la famiglia Benini, oltre ad introdurre le nuove tecnologie, ha mantenuto in attività anche l’antica gora e la macina a pietra acquistata nel 1919 dal nonno Vittorio che veniva azionata dal fiume Ambra. Il mulino però è molto più antico e conta una lunghissima storia, plurisecolare, risale al XII secolo ed era appartenuto alla famiglia dei conti Guidi.

Oggi il Molino Benini unisce tecnologia, innovazione e avanguardia, ma anche tradizione e recupero degli antichi grani, nella consapevolezza che è proprio dal passato che nascono le radici del futuro.

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“Abbiamo voluto conservare – sottolineano i proprietari - i gesti e il sapere antichi ed una produzione che tenga conto della gratificazione umana che deve toccare ciò che produce, annusarlo e sentire rumori che sappiano raccontare storie. E’ per questo che molte scolaresche della zona e non solo ci vengono a far visita proprio perché, qui si respira un'aria d'altri tempi, anzi, il tempo sembra essersi fermato. Nei lavori di restauro abbiamo cercato di mantenere inalterate le peculiarità originali, così come la gestualità oltre alle lavorazioni, siamo tornati a produrre cultura e ritroviamo la storia della terra, ma non per farne scienza dell'antico, memoria di un tempo perduto, quanto per fare prodotti sani, che poi diventano la materia prima per le nostre tavole.”

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