XXII edizione del Festival Nazionale di teatro Spontaneo: i vincitori e i premiati

Meritatissimo premio alla regia, intitolato ad Attilio Vergni, per lo spettacolo di Neil Simon “Andy e Norman”, messo in scena dalla compagnia Rataplan di Olginate

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   19 maggio 2017 17:46  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Arezzo


Si conclude la XXII edizione del Festival Nazionale di teatro Spontaneo, ospite anche quest’anno del Centro di Aggregazione Sociale Fiorentina, Via Vecchia 11. La manifestazione è un appuntamento abituale della Primavera aretina e si svolge ogni Venerdì ad ingresso gratuito.

Gli oltre quattrocento spettatori che ogni serata hanno partecipato alla manifestazione hanno visto alternarsi sul palco spettacoli di grande livello artistico; pubblico e giuria tecnica sono stati messi a dura prova per l’assegnazione dei premi a compagnie, registi e attori.

Per la categoria in lingua italiana vengono decretati vincitori i testi di due autrici contemporanee dallo stile molto particolare, famose in tutto il mondo: secondo classificato il giallo gotico “Mercurio” di Amelie Nothomb, messo in scena dalla compagnia vicentina Circolo La Zonta, Il copione, ricco di colpi di scena, svolte inaspettate e terribili segreti svelati, rimanda ai grandi classici del genere come “Barbablù” “La Bella e la Bestia” e “Il Fantasma dell’Opera”. Una favola adulta in cui la verità è in continua mutazione e che proprio per questo offre una narrazione tesa, coinvolgente, che nasconde alla sua radice una struggente storia d’amore. Attraverso una trama affascinante quanto “diabolica” Amélie Nothomb rapisce lo spettatore per trascinarlo nelle pieghe più nascoste dei sentimenti umani, lo interroga su quanto sia lecito mentire per amore, lo fa riflettere sulla vera natura della bellezza e di come essa influenzi le relazioni tra uomo e donna.

Primo premio va al Gruppo Teatrale CLAET per lo spettacolo dalla scoppiettante ironia  “Oh Dio mio!” di Anat Gov che ha visto sulla scena la bravissima Ilaria Verdini, vincitrice del premio come migliore attrice, con un’interpretazione esemplare e coinvolgente di una psicanalista, madre di una ragazzina autistica; suo paziente è un Dio pieno di paure, che si sente abbandonato, solo, dimenticato da un genere umano ingrato e indifferente. Un Dio impotente di fronte al male, un dio che patisce e com-patisce, più vicino alla terra che alle sfere celesti. La psicanalista fa una dura requisitoria contro la crudeltà divina nei confronti dell’umanità, e in particolare del popolo eletto: solo riscoprendo in se stesso la propria fragilità, solo umanizzandosi e riconoscendo le sue angosce, la sua sete d’amore, i suoi sensi di colpa, il Padre Eterno potrebbe guarire, e recuperare un rapporto positivo con le sue creature.

Per la categoria in vernacolo la compagnia Maceratese G. Lucaroni, diretta da Pietro Romagnoli con  e geniale testo da lui stesso ideato “Tutta colpa de lo vusciu….dell’ozono” fa incetta di premi, portandosi a casa sia il titolo di gradimento del pubblico intitolato alla memoria di Mauro Nocentini, sia un onorevolissimo secondo posto, attribuito dalla giuria composta da esperti.  Lo spettacolo parla dell’effetto catastrofico che il buco dell’ozono è riuscito a provocare ad una “normale” famiglia  dei nostri giorni. La commedia fa scoprire in maniera scherzosa e divertente come la vita (già abbastanza complicata) di undici persone, alle prese con una quotidianità fatta di tecnologia, sogni e amori, ma anche di bollette da pagare, crisi del lavoro e risparmi volatilizzati, possa essere sconvolta da un fenomeno naturale. Qualunque sia l’esito finale, non preoccupatevi: è “tutta colpa de lu vusciu dell’ozono”!

Il felice testo teatrale, trasformato in uno spettacolo esilarante dalla bravura degli attori, è stato un dipanarsi di gag comiche, rese ancor più divertenti dall’irresistibile freschezza del dialetto maceratese. I personaggi che sono emersi nell’evolversi della storia, sono ben caratterizzati e i loro vizi e virtù fanno da elemento trainante della vicenda.

Primo posto per lo spettacolo in dialetto napoletano “Chi non muore si rivede” di Bruno Alvino, autore del testo al contempo comico e drammatico, protagonista e regista della compagnia di Vico Equense (NA) “Teatro mio”. Una commedia, apparentemente brillante, che nasconde nella sua struttura drammaturgica uno dei più spinosi argomenti sull’umanità: la verità! Ma quella intima, la più segreta, che scaturisce da un bisogno morale e non da costrizione alcuna. I personaggi quindi vivono e interagiscono continuamente ai confini tra grottesco e drammatico, tra realtà e apparenza. Il meccanismo comico, non è mai  fine  a se stesso, ma generato solo dai caratteri dei personaggi che si incontrano e si scontrano su un tema e all’interno di una vicenda per niente umoristica. La capacità attoriale, soprattutto quella di Natalino Di Guida a cui va il premio come miglior attore,  e la scena, insieme ad una regia semplice ma attenta rende lo spettacolo piacevole  e comprensibile, mai banale  e sempre interessante.

Meritatissimo premio alla regia, intitolato ad Attilio Vergni,  per lo spettacolo di Neil Simon “Andy e Norman”, messo in scena dalla compagnia Rataplan di Olginate (LC). Un premio collettivo in quanto la stessa compagnia, composta da tre bravissimi attori ha curato la messa in scena del lavoro teatrale.

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