The War – Il pianeta delle scimmie: voto 8,5

Voto: 8.5/10

The War – Il pianeta delle scimmie (War of the Planet of the Apes, USA, 2017)

Regia: Matt Reeves

Sceneggiatura: Matt Reeves, Mark Bomback

Cast: Gabriel Chavarria, Woody Harrelson, Andy Serkis, Steve Zahn, Judy Greer, Sara Canning, Max Lloyd-Jones, Terry Notary, Aleks Paunovic, Alessandro Juliani, Amiah Miller, Chad Rook, Karin Konoval, Timothy Webber, Mercedes de la Zerda, Michael Adamthwaite e James Pizzinato

Film al cinema

Black Butterfly 6.5/10

L’eccezione alla regola 6/10

Luca Buricchi
Luca Buricchi
Invia per email  |  Stampa  |   14 luglio 2017 13:09  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Arezzo


Con The War – Il Pianeta delle Scimmie (War for the Planet of the Apes il titolo originale) si conclude finalmente la nuova trilogia prequel legata alla fortunata serie de Il Pianeta delle Scimmie.

Più che un semplice prequel un vero e proprio reboot che tenta di allargare la mitologia dell’originale del 1968 partito nel 2011 con L’Alba del Pianeta delle Scimmie (diretto da Rupert Wyatt) e proseguito nel 2014 con Apes Revolution diretto, come per questo ultimo capitolo, da Matt Reeves.

Una saga che ha inizio nel 1963 quando lo scrittore francese Pierre Boulle, famoso per “Il ponte sul fiume Kwai”, approda occasionalmente nei territori della fantascienza scrivendo il romanzo “Il Pianeta delle Scimmie” con lo scopo di veicolare una feroce satira al conformismo.

Quello di Boulle sarà il seme dal quale germoglierà nell’arco di oltre cinquant’anni una lunga serie di media franchise composta da ben nove film, due serie tv, libri, fumetti, videogiochi ed un’infinità di gadget.

In questo terzo capitolo, dopo che il farmaco ALZ-113 ha reso le scimmie più intelligenti ed estinto quasi completamente la razza umana, e dopo che Koba, la scimmia che ha dato inizio alla guerra contro gli uomini rimasti nel tentativo di ucciderli tutti, Cesare (Andy Serkis), lo scimpanzè da cui tutto è partito ed il primo della sua razza a riuscire a parlare (nato da due scimmie di laboratorio al quale era stato iniettato un prototipo dell’ALZ-113), organizza il resto della sua specie per difendersi dagli umani ostili. In seguito ad uno scontro violento Cesare subirà perdite pesantissime trovandosi costretto a fare i conti con i suoi lati più oscuri e con la sete di vendetta che lo porteranno a compiere un viaggio a cavallo, nel quale incontrerà anche una bambina, nel tentativo di stanare dal suo fortino – alla maniera del Kurtz di Apocalypse Now – un sadico Colonnello (Woody Harrelson); la sua morte potrebbe mettere fine a tutto.

The War – Il Pianeta Delle Scimmie è un film che ha la parola “guerra” nel titolo ma che, un pò come fu per Apocalypse Now (pellicola bellica sul Vietnam che parlava principalmente di altro), di guerra non ce n’è poi così tanta.

Matt Reeves, che è anche cosceneggiatore insieme a Mark Bomback, opta per la scelta migliore.

Di conflitti tra uomini e scimmie ne abbiamo già visti molti nel precedente capitolo e sappiamo bene di cosa si tratta, il prologo, poi, ci ricorda tutta la storia con poche ma efficaci righe.

The War può essere tranquillamente diviso in due atti.

Una prima parte parte più silenziosa e pacata in cui i primi piani delle scimmie e la natura che le circonda (tra foreste e lande innevate) fa da contraltare alla mancanza della parola suggellando in un connubio perfetto di immagini suggestive e allo stesso tempo chiarificatrici di quello che sta accadendo.

In un film in cui i dialoghi sono all’osso utilizzare qualsiasi altro mezzo per comunicare è estremamente fondamentale e Reeves ci riesce perfettamente.

Si parte così come il più classico dei western con Cesare accompagnato da altre tre scimmie, in sella ai loro cavalli, pronti ad affrontare un viaggio che li porterà fino all’accampamento del Colonnello, per poi lasciare spazio ad una seconda parte in cui si mescolano più generi e sottogeneri capaci di far decollare il ritmo del film in modo più che naturale.

Una storia, quella di The War – Il Pianeta delle Scimmie, tutto sommato semplice e lineare ma che doveva comunque fare i conti con quanto portato avanti dai precedenti capitoli trovando adesso il suo giusto epilogo.

Reeves riesce così ad inserire all’interno del racconto una serie infinita di riferimenti intro ed extra cinematografici che vanno da quelli biblici (con fustigazioni, crocifissioni e l’esodo di un popolo verso la terra promessa) a l’Olocausto (con tanto di prigionia e lavori forzati) fino a quelli più marcatamente filmici come Il Gladiatore, Schindler’s List o appunto Apocalypse Now (le scritte sugli elmetti dei soldati o il murales che recita Ape-pocalypse Now).

Così tanti forse ne non avevamo mai visti, per di più inseriti con uno scopo ben preciso e non solo in accumulo senza evidente soluzione di continuità.

Ogni riferimento ha un suo perchè e una sua contestualizzazione ben precisa necessaria a rafforzare narrativamente,  ma soprattutto scenograficamente, ciò che viene raccontato.

La guerra che fa da sottofondo serve a Reeves per concentrarsi principalmente sull’aspetto introspettivo ed emotivo delle scimmie, in particolar modo su quello di Cesare.

Quella che era iniziata in Apes Revolution come una guerra a causa della scimmia ribelle e totalmente fuori controllo Koba, decisa a voler annientare il genere umano, diventa per Cesare prima un inevitabile uso della forza allo scopo di difendere la propria razza e poi una vera e propria vendetta nei confronti dello spietato e sanguinario Colonnello.

Una vendetta che oscurerà il punto di vista di Cesare, fino a quel momento ben chiaro, tanto da farlo assomigliare sempre di più proprio a Koba, il cui fantasma lo tormenterà più di una volta tra sogni e visioni.

Il messaggio è chiaro ed evidente: la specie creata dall’uomo, come l’uomo stesso, finisce per tendere all’autodistruzione quasi questa fosse un male, un virus che infetta il genere umano al punto da contagiare tutto ciò che manipola con mano.

Ma non tutti gli uomini sono bestie (la bambina) e non tutte le “bestie” finiscono per assomigliare all’uomo: Cesare e le sue scimmie sapranno dominare le proprie nemesi in una parabola conclusiva che sà essere la più riuscita dell’intera trilogia (una delle migliori degli ultimi anni).

Tra le ottime musiche di Michael Giacchino (efficaci e di epicità palpabile), effetti speciali in performance capture strepitosi e capaci di valorizzare il film piuttosto che affossarlo (con Andy Serkis ormai Re indiscusso di questa tecnica) e numerosi riferimenti alla pellicola originale del ‘68 (la bambina muta e Cornelius), la saga ci saluta così con un finale potente ed emotivo.

Voto: 8.5/10

The War – Il pianeta delle scimmie (War of the Planet of the Apes, USA, 2017)

Regia: Matt Reeves

Sceneggiatura: Matt Reeves, Mark Bomback

Cast: Gabriel Chavarria, Woody Harrelson, Andy Serkis, Steve Zahn, Judy Greer, Sara Canning, Max Lloyd-Jones, Terry Notary, Aleks Paunovic, Alessandro Juliani, Amiah Miller, Chad Rook, Karin Konoval, Timothy Webber, Mercedes de la Zerda, Michael Adamthwaite e James Pizzinato

Film al cinema

Black Butterfly 6.5/10

L’eccezione alla regola 6/10

 Luca Buricchi 
Luca BuricchiNato nel 1983 ad Arezzo rimane folgorato dalla settima arte già all'età di sette anni quando, dopo una maratona dedicata alla trilogia originale di Star Wars, capisce che nel mondo c'è ben altro dei soliti Holly e Benji o Heidi con cui stava crescendo. Vedere film diventa quindi una missione, dai grandi classici ad introvabili e bizzarri. Appassionato di libri, fumetti, videogame e di tutto quello che può saziare la sua curiosità. Dal 2008 inizia a collaborare per alcuni anni con la webzine filmhorror.com occupandosi di news, recensioni e la realizzazione di un lungometraggio. Partecipa ad un'edizione del CyBorg Film Festival per la ricerca di sponsor. Ha scritto alcuni racconti brevi fantascientifici ed horror.
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