Seven Sisters – Voto 6.5/10

La storia sulla carta è una di quelle che ti mettono curiosità sin da subito.

Luca Buricchi
Luca Buricchi
Invia per email  |  Stampa  |   7 dicembre 2017 12:07  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Arezzo


Seven Sisters poteva venire fuori una di quelle robe da futuro distopico alla Hunger Games et similia che tanto sembravano andare di moda giusto qualche annetto fa.
Ho detto Hunger Games perché con tutta probabilità si tratta di quello più riuscito sotto vari aspetti (attoriale, trama, realizzazione generale), ma avrei potuto dire anche la serie The Divergent, Maze Runner, o The Giver, insomma tutto quel filone di film a carattere fantascientifico young adult che adesso pare essersi arrestato.

Seven Sisters (What Happened to Monday in originale e da noi uscito con il titolo di lavorazione) ne aveva tutta l’aria anche se la regia di Tommy Wirkola (uno che si è fatto le ossa con il film Dead Snow, horror che mescola commedia ad altissimi contenuti splatter) doveva far capire sin da subito che l’atmosfera sarebbe stata tutta un’altra cosa: poco young e molto adult.
Al netto della visione posso dire che la verità sta nel mezzo.

La storia sulla carta è una di quelle che ti mettono curiosità sin da subito.
In un futuro non troppo lontano il sovrappopolamento ha costretto i governi a misure drastiche. Il Bureau per il Controllo delle nascite, diretto dalla Dott.sa Cayman (Glenn Close), ha imposto la regola del figlio unico: ogni famiglia può concepire un solo figlio per nucleo, i figli in eccesso verranno ibernati nell’attesa di “tempi migliori”.
In questo contesto austero e distopico, sette sorelle gemelle vengono messe alla luce ed affidate al nonno (Willem Dafoe), dopo la morte della madre avvenuta proprio durante il parto.
Per evitare che le sorelle vengano scoperte dal Bureau, il nonno ha un’idea pazzesca, decide di dare ad ognuna di loro un nome della settimana e di farle uscire solo nel giorno che porta il loro nome fingendo di essere tutte Karen Settman e fregando per 30 anni il governo.
I problemi iniziano però quando una di loro, Monday, una sera non rientra a casa.
Cosa è successo a Lunedì? Sara forse morta? Il Bureau ha scoperto il loro inganno?
Difficile saperlo quando non puoi chiedere aiuto a nessuno perchè nessuno sa che esisti.

Come dicevamo un’idea che sulla carta risulta dannatamente intrigante.
Derivativa se vogliamo. Lo spunto infatti pare averlo dato (anche se non appare nei crediti di Seven Sisters) il racconto di fantascienza del 1985 Dayworld scritto da Philip José Farmer e pubblicato da noi per la collana Urania.
Sempre di futuro distopico si parla e sempre di sovrappopolamento, qui però, nel romanzo, la soluzione al problema era quella di far vivere alle persone un solo giorno della settimana, negli altri si viene messi da parte, o meglio impietriti.
Jeff Caird, il protagonista, che non accetta questo questo limite imposto, in barba al governo riesce a vivere sette giorni alla settimana assumendo sette identità diverse.
Grosso modo lo stesso concetto di Seven Sisters ma ribaltato.
Ma torniamo al film di Wirkola, appunto. All’interno, oltre al romanzo già citato, non c’è un’idea che non si sia già vista o letta da qualche altra parte. Le sette sorelle poi, tutte interpretate da Noomi Rapace, sono caratterizzate senza troppa fantasia. C’è quella sportiva, c’è quella nerd, c’è quella sexy, c’è quella che stronzeggia, insomma personalità tratteggiate con l’accetta.

Nonostante tutto però Seven Sisters funziona, senza troppi “wow!” o trovate innovative, prende tutt’altra strada rispetto ai film citati ad inizio articolo e quando necessario non ha paura di tirare fuori i muscoli.
Le sequenze action (in particolar modo il primo assedio nella casa delle sorelle) sono ben gestite, frenetiche ma non caotiche. Si capisce sempre cosa accade e il peso dei pugni o degli oggetti che si rompono nella colluttazione, si sentono tutti. Non manca quindi la violenza che non viene edulcorata contribuendo a dipingere e a rendere credibile l’austero e rigido futuro in cui è ambientata la vicenda.

Certo, non è facile reggere le due ore di durata con la premessa, seppur intrigante, delle sette gemelle che interpretano un unica persona, più di una volta si ha la sensazione che il film abbia esaurito carburante e si limiti a girare intorno all’idea di partenza.
Una sensazione però che viene accantonata quando appunto l’azione entra in campo e le sette sorelle, quasi ci trovassimo in un videogame con più vite a disposizione, una ad una escono di casa per scoprire cosa sia accaduto.
Il budget è limitato, e si nota soprattutto quando la pochezza della scenografia, nonostante sia rilegata perlopiù ad inquadrature non troppo ampie, salta all’occhio.
A fare da contraltare ci pensa la regia di Wirkola: pulita, che non ha paura di mostrare la morte anche di personaggi a cui ci si affeziona e che dimostra di essere capace di dare il giusto valore ai colpi di scena.
Non siamo di fronte ad un film memorabile ma sicuramente a qualcosa capace di intrattenere fino alla fine senza chiedere troppo allo spettatore, e non è cosa da poco.

Voto: 6.5/10

Seven Sisters (What Happened to Monday – Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia, Belgio, 2017)
Regia: Tommy Wirkola
Sceneggiatura: Max Botkin, Kerry Williamson
Cast: Noomi Rapace, Clara Read, Willem Dafoe, Glenn Close, Marwan Kenzari

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 Luca Buricchi 
Luca BuricchiNato nel 1983 ad Arezzo rimane folgorato dalla settima arte già all'età di sette anni quando, dopo una maratona dedicata alla trilogia originale di Star Wars, capisce che nel mondo c'è ben altro dei soliti Holly e Benji o Heidi con cui stava crescendo. Vedere film diventa quindi una missione, dai grandi classici ad introvabili e bizzarri. Appassionato di libri, fumetti, videogame e di tutto quello che può saziare la sua curiosità. Dal 2008 inizia a collaborare per alcuni anni con la webzine filmhorror.com occupandosi di news, recensioni e la realizzazione di un lungometraggio. Partecipa ad un'edizione del CyBorg Film Festival per la ricerca di sponsor. Ha scritto alcuni racconti brevi fantascientifici ed horror.
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