Riapre al pubblico la Sala delle Udienze con l’affresco di Parri di Spinello nel palazzo di Fraternita

Domenica 15 ottobre per la prima volta si riaprirà al pubblico la Sala delle Udienze con il grandioso affresco della “Madonna della Misericordia” realizzato nel 1448 da Parri di Spinello

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   12 ottobre 2017 17:33  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Arezzo


Il Palazzo della Fraternita dei Laici è stato scelto dalla Delegazione Fai di Arezzo quale sede per celebrare la Giornata FAI di Autunno, Domenica 15 Ottobre 2017.
Il Magistrato e il Primo Rettore, Pier Luigi Rossi, hanno accolto con slancio la richiesta del Fai e tutto il Palazzo potrà essere visitato nella giornata, con la guida dei Delegati FAI. In particolare sarà aperta al pubblico, dopo anni di chiusura, la Sala delle Udienze, luogo dove nei secoli passati i Rettori della Fraternita dei Laici ricevevano in udienza i cittadini di Arezzo. Le Udienze avvenivano sotto il grandioso affresco di Parri di Spinello ( 1387-1453), Madonna della Misericordia.
Nell’affresco, dove sono presenti i benefattori della più antica ed autorevole Istituzione pubblica di Arezzo. Il Magistrato di Fraternita ha già deciso il restauro dell’affresco, che inizierà la prossima settima.
Suggestivo è quanto ha scritto Giorgio Vasari ne “Le Vite, vita di Parri di Spinello”:

“Dipinse Parri nell’Udienza Vecchia della Fraternita di S. Maria della Misericordia una Nostra Donna che ha sotto il manto il popolo di Arezzo, nel quale ritrasse di naturale quelli che allora governavano quel luogo pio, con abiti indosso secondo l’usanze di quei tempi, e fra essi uno chiamato Braccio, che oggi quando si parla di lui è chiamato Lazzaro ricco, il quale morì l’anno 1422, e lasciò tutte le sue ricchezze e facultà a quel luogo pio che le dispensa in servigio de’ poveri di Dio, esercitando le sante opere di misericordia con molta carità. Da un lato mette in mezzo questa Madonna S. Gregorio papa, e dall’altro S. Donato vescovo e protettore del popolo aretino”.
(GIORGIO VASARI, 1568, Vita di Parri Spinelli)

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