L’imperatore di Portugallia, di Selma Lagerlof

Le difficoltà economiche del padre e della madre porteranno Klara, ormai grande, a lasciare il paese per fare fortuna “papà e io siamo una persona sola. Io non ci vado lontano da lui!”, non sarà così, partirà per Stoccolma dopo aver ricevuto in regalo un vestito di seta rossa.
Le voci che Klara abbia intrapreso una brutta strada, la mancanza di notizie, portano Jan a credere che la figlia sia diventata imperatrice. L’amore e non la pazzia, lo spingeranno a vedere la realtà con occhi differenti tanto da credersi imperatore di Portugallia.

Tiziana Nocentini
Tiziana Nocentini
Invia per email  |  Stampa  |   13 settembre 2017 13:34  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo


Jan e Kattrinna Anderson di Skrolycka hanno una figlia. Chiara, bella, ora, questo il significato del suo nome Klara Fina Gullemborg. Il romanzo è centrato su importanti eventi della vita della bambina come il battesimo, la vaccinazione, il compleanno, l’esame, la pesca, ma soprattutto sul legame che unisce figlia e padre “non è solo il giorno in cui è nata Klara Gulla, è anche il giorno è nato il mio cuore” p. 30.
Le difficoltà economiche del padre e della madre porteranno Klara, ormai grande, a lasciare il paese per fare fortuna “papà e io siamo una persona sola. Io non ci vado lontano da lui!”, non sarà così, partirà per Stoccolma dopo aver ricevuto in regalo un vestito di seta rossa.
Le voci che Klara abbia intrapreso una brutta strada, la mancanza di notizie, portano Jan a credere che la figlia sia diventata imperatrice. L’amore e non la pazzia, lo spingeranno a vedere la realtà con occhi differenti tanto da credersi imperatore di Portugallia.
Le giornate trascorse davanti al lago ad aspettare la figlia saranno interminabili per Jan che “non è matto […] Il Signore gli ha posto uno schema davanti agli occhi, perché non vede quello che non sopporterebbe di vedere” p. 227.
Dopo quindici anni dalla sua partenza Klara torna a casa e si presenta alla madre ormai settantaduenne e anche per lei l’incontro non fu come se lo immaginava “la donna che le stava davanti appariva molto più vecchia di quel che era, visto che doveva avere appena passato la trentina […] Klara Gulla era diventata brutta” pp. 233-234.
Durante gli anni della lontananza aveva pensato ai genitori tanto da maturare la scelta di portarli via dal quel luogo. L’incontro con i genitori non è però così facile tanto da far nascere in Klara un sentimento di avversione per il padre “a causa della pazzia”. Ci saranno momenti di tensione e la follia del padre sfocerà nel suicidio. Deciderà di gettarsi dal pontile, passeranno dei giorni prima che il corpo venga recuperato. Jan aveva sofferto molto in vita “solo due erano le persone che gli avevano fatto del male. Di uno si era già vendicato. L’altro era lei, sua figlia, che aveva causato prima la pazzia e poi la sua morte” p. 250.
La scomparsa anche della madre porterà Klara a risplendere, un risplendere che avevava ricevuto grazie al grande amore dei genitori.

 Tiziana Nocentini 
Tiziana NocentiniTiziana Nocentini laurea in lettere e scienze politiche indirizzo relazioni internazionali, master in leadership e management nella pubblica amministrazione, dottore di ricerca in Teoria e tecnica della modernizzazione in età contemporanea. Collabora con riviste di storia ed e' autrice di numerosi volumi. Si occupa di ricerca e cultura.
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