La Torre Nera Voto: 6.5/10

Regia: Nikolaj Arcel
Sceneggiatura: Nikolaj Arcel, Anders Thomas Jensen, Akiva Goldsman, Jeff Pinkner
Idris Elba, Katheryn Winnick, Matthew McConaughey, Claudia Kim, Jackie Earle Haley, Abbey Lee, Nicholas Hamilton, Alex McGregor, Fran Kranz, Jose Zuniga, Tom Taylor, Michael Barbieri e Karl Thaning.

Luca Buricchi
Luca Buricchi
Invia per email  |  Stampa  |   11 agosto 2017 15:22  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Arezzo


Dietro al progetto dell’adattamento cinematografico de La Torre Nera ci sono, in mezzo ad un non ben precisato numero di infinite variabili, almeno due costanti: l’incontenibile voglia dei fan di vedere una versione live action del magnum opus di Stephen King e, come degno contraltare, l’immane difficoltà nel trasporre quest’opera cartacea in una pellicola.

Non è mai cosa semplice quando si tratta di portare al cinema un romanzo del Re del brivido figuriamoci se l’oggetto in questione si compone di ben otto libri scritti in un arco temporale di trent’anni e, come se non bastasse, tutti quanti ricchi di riferimenti ed intrecci a luoghi, personaggi e situazioni provenienti da altri romanzi di King (come per esempio l’antagonista della saga presente anche ne L’ombra dello scorpione, i temibili can-toi riapparsi su Desperation, la figura di Patrick il disegnatore che ritroveremo anche su Insomnia e ancora riferimenti a It, Shining, I Vendicatori, Le Notti di Salem e Mucchio d’ossa).
Insomma una mole di lavoro tale che creerebbe più di un grattacapo anche al più talentuoso degli sceneggiatori.
Comprensibile come il progetto sia finito in una lunga fase di development hell iniziata nel 2007 quando J. J. Abrams e Damon Lindelof, co-ideatori di Lost, si assicurarono per tre anni i diritti cinematografici della saga letteraria ad una cifra simbolica di diciannove dollari, numero ricorrente proprio nella mitologia de La Torre Nera.
A causa degli impegni con la serie di Lost tutto però finì per naufragare.

Nel 2010 è la volta di Universal Pictures che, acquistati i diritti per cinque milioni di dollari, tira dentro Ron Howard e un gruppo di fedeli collaboratori del regista americano, Akiva Goldsman, per la sceneggiatura, e Brian Grazer, produttore insieme allo stesso Stephen King e al regista.
Solo un anno dopo però Universal Pictures rinuncia al progetto che resta inattivo per altri quattro anni quando nel 2015 la Media Rights Capital e la Sony Pictures mettono fine all’oblio annunciando finalmente Nikolaj Arcel come nuovo regista chiamato insieme a Anders Thomas Jensen (entrambi registi e sceneggiatori danesi) a perfezionare alcune parti di quello che sarà lo script definitivo.
Ron Howard, Brian Grazer e Stephen King restano tra i produttori.
Per la colonna sonora viene invece ingaggiato il bravissimo Tom Holkenborg, musicista compositore e polistrumentista olandese dietro lo pseudonimo di Junkie XL (L’uomo d’acciaio, Mad Max e Deadpool solo per dirne alcuni).

Il film inizia esattamente dove iniziava il primo libro e, proprio per volontà dell’autore del Maine, anche con la stessa frase.
Protagonista della vicenda il pistolero Roland Deschain (Idris Elba), intento nel difficile compito di fermare l’Uomo in Nero (Matthew McConaughey) che vuole distruggere il suo mondo, una sorta di universo parallelo rispetto al nostro caratterizzato da un paesaggio western, brullo e disperato, chiamato “Mid World”. Entrambi cercheranno di raggiungere la famosa Torre Nera, punto di snodo di tutti i mondi conosciuti.
Ad aiutare Roland in questo difficile viaggio ci sarà Jake (Tom Taylor), un ragazzino catapultato in questa realtà alternativa dalla moderna New York.

Generalmente cerco di evitare il confronto tra il film e la sua controparte cartacea, le emozioni che danno ore di lettura non possono di certo essere racchiuse dentro i tempi di un film. Sono due mezzi completamente differenti – il romanzo da un’opera filmica – e in quanto tale vanno analizzati con metodi differenti.
In questo caso però la difficoltà nel cercare di evitare l’accostamento tra i racconti di King e il film è veramente difficile. Di materiale a disposizione partorito dalla fervida mente dello scrittore del Maine ce n’era veramente tanto e a conti fatti nella pellicola diretta da Nikolaj Arcel resta veramente poco. Come ha detto lo stesso King il film “non è esattamente il mio romanzo, ma lo spirito e il tono sono molto simili. E io sono molto felice.”
Ecco, probabilmente l’approccio giusto con cui si deve affrontare La Torre Nera al cinema è proprio questo: evitare a tutti i costi di voler paragonare l’opera magna del Re del brivido con il film di Arcel.
Sicuramente per chi non conosce la saga letteraria sarà facile appassionarsi alla trama che tutto sommato mantiene le atmosfere del libro ma che soprattutto richiama certo cinema fantasy degli anni ‘80 quando ancora le pellicole erano slegate dai doveri di essere il primo capitolo di qualcosa. Un coming-of-age che si concludeva sempre con la vittoria del Bene sul Male.
In un certo senso La Torre Nera è proprio questo, con il ragazzino, Jake, vero outsider nel suo mondo, ma eroe chiamato a vivere un’avventura grazie alle sue capacità che scoprirà di avere nel Medio Mondo.
Impossibile quindi per tutta una generazione di spettatori non correre con la mente a vecchie pellicole che portiamo nel cuore mentre assistiamo alle alle vicende che vedono coinvolti il pistolero Roland e Jake.
Immancabili poi, ovviamente, i numerosi Easter Egg che collegano La Torre Nera ai romanzi di Stephen King: la casa di Pennywise di It, le gemelle di Shining, la presenza della macchina infernale Christine, il libro di Paul Sheldon Misery’s Child, il cane Cujo che passeggia e ancora 1408, Le Ali della Libertà e Mr. Mercedes.
Un valore aggiunto assolutamente da non sottovalutare secondo il mio punto di vista.
Si è letto tanto in giro, e male, di questo adattamento.
A conti fatti viene da domandarsi: poteva venire meglio?
Sicuramente, e non nego che lo avremmo preferito in molti; considerando la mole di suggestioni e idee nel materiale cartaceo immaginate da King e nel film solo abbozzate o del tutto assenti, ma il punto non è questo, condensare ore ed ore di lettura di oltre 4000 pagine (e le emozioni che ne conseguono) in 95 minuti di film è impensabile.
L’adattamento cinematografico de La Torre Nera, pur con i suoi limiti e difetti (il budget di soli 60 milioni di dollari, la sceneggiatura un pò fiacca che ricicla un immaginario già visto, il limite PG-13 che edulcora la violenza tipica di King e la regia non sempre ispirata) può comunque dirsi sufficientemente riuscito.
Sò bene che questa cosa farà andare su tutte le furie i puristi dell’opera cartacea ma credo anche che tutti quelli che non l’hanno mai letta o chiunque cerchi un film capace di raccontare una storia senza il fastidioso bisogno dei paragoni, sarà accontentato.

Voto: 6.5/10

La Torre Nera (The Dark Tower, USA, 2017)
Regia: Nikolaj Arcel
Sceneggiatura: Nikolaj Arcel, Anders Thomas Jensen, Akiva Goldsman, Jeff Pinkner
Idris Elba, Katheryn Winnick, Matthew McConaughey, Claudia Kim, Jackie Earle Haley, Abbey Lee, Nicholas Hamilton, Alex McGregor, Fran Kranz, Jose Zuniga, Tom Taylor, Michael Barbieri e Karl Thaning.

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 Luca Buricchi 
Luca BuricchiNato nel 1983 ad Arezzo rimane folgorato dalla settima arte già all'età di sette anni quando, dopo una maratona dedicata alla trilogia originale di Star Wars, capisce che nel mondo c'è ben altro dei soliti Holly e Benji o Heidi con cui stava crescendo. Vedere film diventa quindi una missione, dai grandi classici ad introvabili e bizzarri. Appassionato di libri, fumetti, videogame e di tutto quello che può saziare la sua curiosità. Dal 2008 inizia a collaborare per alcuni anni con la webzine filmhorror.com occupandosi di news, recensioni e la realizzazione di un lungometraggio. Partecipa ad un'edizione del CyBorg Film Festival per la ricerca di sponsor. Ha scritto alcuni racconti brevi fantascientifici ed horror.
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