La recensione: I diabolici, Pierre Boileau – Thomas Narcejac, Adelphi

Due figure, appunto diaboliche, quella di Fernand e Lucienne, medico e amante del primo, che per ben due anni progettato l’omicidio della moglie di lui, la povera e tenera Mireille.

Tiziana Nocentini
Tiziana Nocentini
Invia per email  |  Stampa  |   29 settembre 2017 13:17  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Arezzo


Anche se pubblicato nel 1954, il romanzo è molto attuale.
Due figure, appunto diaboliche, quella di Fernand e Lucienne, medico e amante del primo, che per ben due anni progettato l’omicidio della moglie di lui, la povera e tenera Mireille.
La trama è avvincente e tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
Il paesaggio della Francia di periferia rende ancor più avvincente la storia che renderà l’assassino vittima del suo stesso progetto.
Forse il voler provare nuove emozioni, il fascino dell’amante porteranno Fernand ad agire in mondo sconsiderato.
Un sonnifero in odore e in colore e “una vasca si stava riempiendo. Non c’era niente di delittuoso in tutto questo” p. 29 ma poi lo diventerà. “Mireille sarebbe morta per sua stessa colpa, come a seguito di una malattia contratta per imprudenza” p. 29.
Il trasporto del corpo, il silenzio, la coscienza, i sensi di colpa, il limbo per il mancato ritrovamento del corpo e come sappiamo se non c’è il corpo non c’è il delitto.

 Tiziana Nocentini 
Tiziana NocentiniTiziana Nocentini laurea in lettere e scienze politiche indirizzo relazioni internazionali, master in leadership e management nella pubblica amministrazione, dottore di ricerca in Teoria e tecnica della modernizzazione in età contemporanea. Collabora con riviste di storia ed e' autrice di numerosi volumi. Si occupa di ricerca e cultura.
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