Dal Palio di San Donato alla Giostra del Saracino, così la festa del patrono nei secoli

Il Palio di San Donato è ricordato dai documenti fin dal XIV secolo. Iniziava quindici giorni prima del 7 agosto quando i Priori eleggevano 4 cittadini che assistevano il Camerlengo nell’acquisto del Palio.

Tiziana Nocentini
Tiziana Nocentini
Invia per email  |  Stampa  |   7 agosto 2018 9:25  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Arezzo


Il Palio di San Donato è ricordato dai documenti fin dal XIV secolo. Iniziava quindici giorni prima del 7 agosto quando i Priori eleggevano 4 cittadini che assistevano il Camerlengo nell’acquisto del Palio. Ad una settimana dalla festività religiosa il Podestà mandava in giro, per la città di Arezzo, gli araldi che bandivano al popolo le modalità della corsa iscrivendo cavalli e cavalieri.

Prima della fine della grande Guerra, durante la festività di San Donato, si correvano corse di cavalli alla “romana” o alla “tonda” nel vialone del Prato. Dopo gli anni Venti la tradizione fu sostituita da gare ciclistiche per poi essere riportata al torneo cavalleresco del Saracino corso in onore del patrono. La gente accorreva dalle campagne e in città era festa.

 Tiziana Nocentini 
Tiziana NocentiniTiziana Nocentini laurea in lettere e scienze politiche indirizzo relazioni internazionali, master in leadership e management nella pubblica amministrazione, dottore di ricerca in Teoria e tecnica della modernizzazione in età contemporanea. Collabora con riviste di storia ed e' autrice di numerosi volumi. Si occupa di ricerca e cultura.
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