Costituito ad Arezzo un network di atenei per innovare l’insegnamento universitario

Il rettore dell’Università di Siena Francesco Frati: “Sul tema dell’innovazione delle metodologie didattiche il Dipartimento di Arezzo è all’avanguardia a livello nazionale e internazionale”

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   23 novembre 2016 16:31  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Arezzo


Si è concluso con la costituzione di un network sull’innovazione didattica, di cui fanno parte dodici università italiane, il convegno “Transformative Learning”, organizzato ad Arezzo dal Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università di Siena. Direttori di Dipartimento, docenti e ricercatori degli atenei di Siena, Bolzano, Chieti, Firenze, Foggia, Macerata, Milano Bicocca, Milano Cattolica, Napoli Federico II, Napoli Suor Orsola Benincasa, Padova, Salerno e della Valle d’Aosta, impegnati dal 2006 sui temi delle nuove metodologie di insegnamento, si sono riuniti nellItalian Transformative Learning Network (ITLN), una comunità di ricerca che svilupperà studi multidisciplinari sui temi dell’apprendimento adulto, delle metodologie attive di sviluppo e, in relazione con i concetti di comunità di pratica, dell’apprendimento incidentale e apprendimento formale, non formale e informale.

Ha aperto i lavori del convegno il rettore dell’Università di Siena Francesco Frati, che ha sottolineato l’importanza dell’innovazione didattica e delle nuove metodologie di insegnamento, ricordando anche la costituzione a Siena del Santa Chiara Lab e la proposta di percorsi specifici per offrire agli studenti competenze trasversali, o soft skills, ritenute fondamentali dal mondo delle professioni e del lavoro. “Sul tema dell’innovazione delle metodologie didattiche – ha detto il rettore – ad Arezzo l’Ateneo ha un dipartimento all’avanguardia a livello nazionale e internazionale”. Dipartimento che è diretto dalla professoressa Loretta Fabbri: “Vogliamo proporre una didattica che sappia coinvolgere gli studenti, che coniughi ciò che si studia oggi con ciò che si andrà a fare domani, che coltivi le competenze trasversali fondamentali per il futuro professionale e personale degli studenti”.

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