Al Valdarno Jazz Festival “The Wall – e il muro intollerante rialzò la testa”

Tra gli appuntamenti della settimana del 31° Valdarno Jazz anche due guide all’ascolto in compagnia del critico musicale Alceste Ayroldi, venerdì 9 e sabato 10 marzo. Contro l’intolleranza razziale: al Valdarno Jazz Festival “The Wall – e il muro intollerante rialzò la testa”, debutta la produzione originale ispirata ai capolavori dei Pink Floyd

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   13 marzo 2018 10:47  |  Pubblicato in Cultura, eventi e spettacolo, Valdarno


Sono stati i musicisti del Collettivo Valdarno Musiche, un organico di quasi 20 elementi dai 12 ai 70 anni, i protagonisti dell’evento in prima esecuzione, tra parole e musica, “The Wall – e il muro intollerante rialzò la testa”, previsto per domenica 11 marzo alle ore 17.30 all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini (via Vittorio Veneto, 19, Ar) in occasione della 31/ma edizione del Valdarno Jazz Festival – Winter Edition. La nuova produzione, un percorso musicale e narrativo ideato dal giornalista Alceste Ayroldi, rivisiterà in chiave originale i brani più famosi dei Pink Floyd.

“Troviamo che sia di grande importanza avvicinarci alle idee espresse in ‘The Wall’ visti i molti episodi di intolleranza razziale e sociale dei nostri giorni che rendono necessario ripensare e riflettere su alcuni punti essenziali alla base dei diritti sociali e umani di ogni individuo in quanto uomo. Con questo lavoro il VMC intende ribadire il valore dei diritti inalienabili dell’essere umano e della vita” – dichiarano Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, organizzatori del festival.

A partire dalla simbolica destrutturazione delle musiche dell’album dei Pink Floyd (come un muro che si sgretola), il Collettivo Valdarno Musiche ha raccontato la storia di un migrante che affronta il suo perenne isolamento, così come fecero i Pink Foyd in the Wall. Ad interpretare i brani in maniera originale, oltre che Ayroldi quale voce narrante, saranno Alberto Aldinucci, Danni De Ritis, Francesaco Dondi ai sassofoni, Sandra Gambassi e Giuditta Palmieri alle voci, Andrea Simola, rap vocal, Alberto Gabbrielli, Marco Vacca, Salvo Pagliarello alle chitarre, basso, basso elettrico, Davide Bartolucci e Angelo Micoli alle batterie Marcello Zappia alle percussioni, Madoka Funatsu alla fisarmonica, Enrico Signore ai live elctronics, Zeno Lodolini alle tastiere e Pierangelo Nesci alla tromba. Il concerto è un’immedesimazione delle giornate di chi vive questa separazione, un viaggio nell’isolamento di chi, oggi più di allora, subisce le scelte scellerate di un potere politico ed economico in continuo mutamento (ingresso intero 10€, ridotto 7€).

“Nel 1979 veniva pubblicato “The Wall”, dei Pink Floyd; dieci anni più tardi il suo “fisico” collega di Berlino veniva abbattuto. Quaranta o trenta anni dopo, il muro torna a far parlare di sé non come argomento musicale, né per felicitare popolazioni crudelmente divise, ma per tapparsi in casa e mettere fuori – e al bando – chi arriva con la disperazione nelle tasche. Dalla Linea Maginot europea alla “muraglia messicana” di Trump, il muro torna alla ribalta anche più dell’idea artistico-sociale dei Pink Floyd” – dice Ayroldi.

Valdarno Jazz Festival, di cui si celebrano i 20 anni, si terrà fino al 29 marzo nel Valdarno, tra Firenze e Arezzo, nei comuni di Loro Ciuffenna, Terranuova Bracciolini e, per la prima volta, Figline e Incisa Valdarno, con 12 eventi e 6 concerti in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture.

Il festival proseguirà il 16 marzo con “My favorite songs” dei VJC (Valdarno Jazz Collective) su alcune rielaborazioni di temi famosi del repertorio jazzistico (21.30 al Ridotto del Teatro Garibaldi di Figline) e il 17 marzo con il progetto di new electro-jazz dei pugliesi Apocalypse Trio, formato da Vincenzo Deluci, tromba, Camillo Pace al contrabbasso e Giuseppe Mariani alla batteria.

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