I bringoli di San Martino, altro che pici. Il primo vegan della tradizione aretina

  • Categoria

    Primo
  • Difficoltà

    Facile
  • Tempo

    2 ore
  • Dosi

    4 persone

Il piatto è una delle ricette più antiche e rappresentative della Valtiberina e, nello specifico, di Anghiari dove ogni anno viene organizzata una sagra a tema bringoli

La ricetta

Italiano

Un'ultima giornata di temperature miti prima di immergersi nel freddo dell'inverno.
L'estate di San Martino è arrivata e con lei anche la ormai celebre festa dei Bringoli di Anghiari.

Per chi non lo sapesse i bringoli altro non sono che degli spaghettoni, fatti con acqua e farina, che assomigliano un sacco ai pici anche se palati esperti e massaie portentose sono pronti a giurare che non si tratta della stessa pietanza.

Per semplificazione, e ovviamente anche per campanilismo, diremo che i bringoli sono l'evoluzione 2.0 dei pici senesi. Più ruspanti e, per noi gente de 'Rezzo, più buoni.

Quelli fatti col sugo finto sono uno dei piatti tipici della tradizione gastronomica di Anghiari, perla della Vatiberina. Nemmeno a dirlo le origini di questa pietanza sono tutte da rintracciare nella tradizione contadina visto che gli ingredienti sono economici e facili da reperire.

Un meraviglioso primo piatto ideato per la festa di San Martino con il quale viene celebrata la bontà della cucina toscana e che, in tempi non sospetti, è stato ideato per essere gustato anche da vegetariano e vegani integralisti.

Una ricetta super local che mantiene il carattere e la rusticità di una terra che ha dato i natali al prode Baldo di Piero Bruni, meglio conosciuto come Baldaccio Bruni o Baldaccio d'Anghiari, condottiero e stratega ricordato anche da Niccolò Machiavelli.

(ClaFa)

In abbinamento

Il piatto si presenta con caratteri ben definiti: su tutti una spiccata tendenza dolce data sia dalla pasta che dal pomodoro. Serve un vino assai fresco, giovane e acido. Un rosso d'annata, peché no, e a base sangiovese. Di quelli nati sulle colline d'Arezzo. Con un tannino e con alcol presenti ma non debordanti, ideali per contrastare il grado di succulenza e untuosità del piatto. Eche abbia quella accennata morbidezza in grado di bilanciare educatamente l'eventuale tendenza acida (a seconda della cottura del pomodoro) e sapidità tipica delle sostanziose preparazioni della tradizione. Il matrimonio giusto è proprio con un Chianti Doc sottozona Colli Aretini millesimo 2018.

(Mat.Cial.)

Condottiero e abile stratega ucciso a tradimento: la storia di Baldaccio d'Anghiari

Preparazione

Per preparare la pasta mescolare acqua e farina fino ad ottenere un impasto omogeneo così da essere steso con facilità su una spianatoia. Lasciarla riposare per 10 minuti dopo di che stendere la pasta molto spessa e tagliarla a striscioline. Con le mani rotolare le strisce sulla spianatoia, che deve essere priva di farina, in modo da allungarle e dare la forma di uno spaghettonee. Una volta stesa la pasta, i bringoli devono asciugare su di un piano cosparso di farina per qualche minuto.

Per preparare il sugo finto fare un battuto con carota, sedano, aglio e cipolla e lasciar rosolare nell’olio fino a far imbiondire le verdure. Sfumare con il vino rosso e appena sarà evaporato aggiungere i pelati o la passata, aggiustare di sale, aggiungere del pepe nero e cuocere per altri 40 minuti.

In una pentola mettere acqua e sale fino a portarla a bollore. A questo punto immergervi i bringoli e lasciarli cuocere per 3-4 minuti. Terminata la cottura, scolare l'acqua e condire gli spaghettoni con il sugo finto.

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