Volantini sessisti, tre denunce dei carabinieri e il no comment di Simona Neri

Vivono tutti nella zona di Laterina Pergine e sono stati denunciati per diffamazione aggravata nei confronti di Simona Neri, sindaco della cittàdina. Sono loro, secondo i carabinieri di Arezzo, che hanno affisso per circa 14 mesi, volantini "anonimi sui muri di edifici, anche pubblici" dai contenuti "a volte realizzati in forma goliardica e solo apparentemente satirica, a sfondo sessista".

Uno è un ingegnere informatico 34enne, già esponente politico. L'altro un imprenditore 35enne. La terza invece è un’impiegata 30enne. Vivono tutti nella zona di Laterina Pergine e sono stati denunciati per diffamazione aggravata nei confronti di Simona Neri, sindaco della cittadina. Sono loro, secondo i carabinieri di Arezzo, che hanno affisso per circa 14 mesi, volantini "anonimi sui muri di edifici, anche pubblici" dai contenuti "a volte realizzati in forma goliardica e solo apparentemente satirica, a sfondo sessista". La notizia ha fatto scalpore, ma Simona Neri ha deciso di non commentarne, al momento, l'epilogo.  Solo alcuni giorni fa, sul proprio profilo Facebook la prima cittadina aveva raccontato i suoi mesi da incubo:

Da circa 14 mesi sono oggetto di una campagna denigratoria che, ripetutamente, attraverso volantini distribuiti anonimamente in alcune zone del comune che ho l'onore di rappresentare, mira a colpire la mia persona. Parlo di attacchi discriminatori che mirano a delegittimarmi come donna prima ancora che come amministratrice. Tutto ciò non fa male a me, non più di tanto almeno, ma fa star male le persone che mi stanno accanto: i miei genitori, mio fratello, chi mi vuole bene. E questo non posso, non voglio tollerarlo, non più.

Una vera e propria campagna di solidarietà si è innescata nei giorni scorsi, con prese di posizione da parte di amministratori e personaggi di spicco della vita pubblica locale (alla presidente della Provincia Silvia Chiassai al sindaco di Terranuova, passando per il direttore regionale di Confcommercio Franco Marinoni).

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Oggi il sospiro di sollievo con la notizia dell'individuazione degli autori. I tre sono stati traditi dalle telecamere di videosorveglianza: i carabinieri hanno acquisito le immagini e analizzato ogni frame riuscendo così a scoprire la mano che si celava dietro all'anonimato. Nel corso delle perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, sono stati sequestrati smartphone, computer e documenti, il cui contenuto ha permesso di raccogliere elementi a sostegno del loro coinvolgimento nelle ipotesi di reato contestate.

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