"Alla Chiassa non passa più nessuno". Punta la pistola in strada e si filma, ma arriva la Polizia: denunciato

Il video, diventato virale nelle chat whatsapp, è finito anche sotto gli occhi degli agenti della questura aretina, che hanno individuato l'abitazione e perquisito l'uomo, un 51enne. Aveva 12 fucili e 2 pistole, tutte le armi sono state ritirate

Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 22 marzo, in alcune chat è stato diffuso un video in cui si poteva notare una persona che, autoriprendendosi con il telefonino dal balcone di casa, iniziava a brandire una pistola "verosimilmente autentica e munita di caricatore", spiegano dalla questura di Arezzo.

La pistola nel filmato viene esibita e puntata più volte in maniera continuata sulla strada "con chiaro intento intimidatorio e minatorio", aggiungono dalla Polizia di Stato, pronunciando frasi del tenore: “adesso per strada non c’è più nessuno, la gente finalmente ha capito che per la Chiassa non ci deve più passare”. 

Da quello che si notava dalle immagini ritratte dal video stesso - spiegano ancora dalla questura - in strada in quel momento stava passeggiando un uomo insieme ad una bambina, ignari di quello che stava accadendo sul balcone dell’abitazione da cui l’autore del video brandiva l’arma.

La clip è stata visionata anche dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo, che - sfruttando applicativi di mappatura del territorio - ha individuato il soggetto autore del video.

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Si è trattato di M.M., aretino di 51 anni. Le pattuglie della Squadra Volanti si sono recate immediatamente sul posto, trovando l’uomo in possesso di una dozzina di fucili e due pistole, tra cui quella utilizzata per realizzare il video incriminato, nel frattempo diventato virale nei gruppi Whatsapp degli abitanti del posto. L’uomo, che si mostrava pentito del gesto, era in possesso dello smartphone con cui aveva registrato la allarmante sequenza, poi da lui divulgata via social presso amici e conoscenti. Le armi sono state ritirate e l’uomo denunciato alla Procura della Repubblica da parte dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo.

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