Vecchia Etruria, Bronchi e Fornasari ancora in aula. Salta l’interrogatorio ex consigliere

Falsa fatturazione e bancarotta fraudolenta. Su questi due aspetti si concentra oggi l’attenzione della magistratura nel contesto dell’inchiesta aperta dopo il crac della vecchia Banca Etruria. Per Fornasari e Bronchi, il gup dovrà decidere il rinvio a giudizio.
I risparmiatori azzerati oggi hanno inoltre organizzato un corteo di protesta sotto alla sede storica di Banca Etruria in Corso Italia.

Claudia Failli
Claudia Failli
Invia per email  |  Stampa  |   8 febbraio 2017 6:54  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo

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Si riaprono le porte del tribunale di Arezzo per il secondo filone d’inchiesta che vede al banco degli imputati alcuni degli ex vertici della vecchia Banca Etruria. Falsa fatturazione. E’ questa l’accusa che pesa sulla testa dell’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore Luca Bronchi finiti al centro dell’attenzione della magistratura, in questa circostanza, perché imputati di aver utilizzato false fatture per l’operazione di Palazzo della Fonte.
Oggi il gup del tribunale di Arezzo, Piergiorgio Ponticelli dovrà decidere sul rinvio a giudizio per gli ex numeri uno e due della BPEL. L’udienza prenderà avvio alle 12.
In questo contesto, l
’accusa sostiene che gli ex vertici della società romana Methorios – divenuta spin off tramite la quale fu scorporato parte del patrimonio immobiliare di Banca Etruria – emisero false fatture per un ammontare di 300mila euro. Tali fatture, sostiene la procura, sarebbero state utilizzate da Fornasari e Bronchi nelle dichiarazioni fiscali da loro firmate. E per questo è stato chiesto il rinvio a giudizio. Posizione contestata in tutti i suoi punti dalla difesa rappresentata dagli avvocati Antonio Bonacci e Antonio D’Avirro che hanno anche sollevato un’eccezione, sostenendo che, qualora si procedesse, ci sarebbe una incompetenza territoriale: le fatture contestate furono emesse a Roma e la competenza territoriale dovrebbe passare alla procura capitolina.

Sempre questa mattina, nelle ore immediatamente precedenti all’avvio dell’udienza su Banca Etruria, il pool di magistrati coordinato dal procuratore capo Roberto Rossi avrebbe dovuto iniziare ad ascoltare le testimonianze dei membri del vecchio cda raggiunti dagli avvisi di chiusura delle indagini riguardanti il filone d’inchiesta per bancarotta fraudolenta, altro frangente sul quale si stanno concentrando gli sforzi della magistratura.
21 in tutto le persone coinvolte e raggiunte dagli avvisi. Almeno sei di queste hanno chiesto di poter raccontare la propria versione dei fatti e rispondere in prima persona alle domande dei magistrati. Gli altri hanno presentato delle memorie. Il primo ad essere ascoltato in questo contesto avrebbe dovuto essere Augusto Federici. Ma attraverso una comunicazione ufficiale ha rinunciato a questa possibilità. Le audizioni degli altri cinque ex componenti del consiglio di amministrazione invece, dovrebbero concludersi, secondo i calcoli della Procura, entro la prossima settimana.

In concomitanza con la ripresa dell’attività giudiziaria, il Comitato Risparmiatori Azzerati dal Salva-Banche, ha organizzato un flash mob dal titolo “Benvenuto Massiah!”. Il corteo partirà dalla sede storica di Banca Etruria in Corso Italia per poi muoversi verso il tribunale di Arezzo per, come fanno sapere dal Comitato, “far sentire la loro pressione e la loro richiesta perché venga fatta giustizia nel più breve tempo possibile, a riprova del fatto che i risparmiatori azzerati hanno il sacrosanto diritto di essere rimborsati”.

 Claudia Failli 
Claudia FailliValdarnese di nascita e aretina di adozione. Cittadina del mondo grazie al web (cit.). Appassionata di fotografia, video e social network. Il mondo lo guardo da un oblò ma non mi annoio nemmeno un po'.
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