Vecchia Banca Etruria, passo indietro per la falsa fatturazione: il procedimento passa alla procura di Roma

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Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   8 febbraio 2017 13:46  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo

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Tutto fermo. Il procedimento torna indietro di un giro. L’inchiesta sulla vecchia Banca Etruria relativa alla falsa fatturazione passa alla procura di Roma. Gli imputati, ovvero l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore Luca Bronchi, erano accusati di aver utilizzato false fatture per l’operazione di Palazzo della Fonte. Il gup Piergiorgio Ponticelli questa mattina era chiamato a decidere sul rinvio a giudizio. Nel frattempo però è stata analizzata anche un’eccezione sollevata dalla difesa con la quale veniva evidenziata una incompetenza territoriale: le fatture contestate furono emesse a Roma e la competenza territoriale dovrebbe passare alla procura capitolina. E proprio questa eccezione è stata accolta da Ponticelli. Pertanto l’intero procedimento passerà alla procura di Roma. Questo significa che i magistrati capitolini dovranno rivedere tutto e gli scenari che si aprono adesso possono essere di vario tipo. Da una nuova richiesta di rinvio a giudizio, alla decadenza dell’accusa. Con tempi che inevitabilmente si allungheranno.

L’INCHIESTA

Per questo filone di inchiesta, oltre a Fornasari e Bronchi, erano imputati anche l’ex presidente della finanziaria romana Methorios Fabio Palumbo e l’ex amministratore delegatoErnesto Meocci. La procura aretina sosteneva che gli ex vertici della società romana Methorios – divenuta spin off tramite il quale fu scorporato parte del patrimonio immobiliare di Bpel – avevano emesso false fatture per un ammontare di 300 mila euro. Fatture che sarebbero state utilizzate da Fornasari e Bronchi nelle dichiarazioni fiscali da loro firmate. E per questo è stato chiesto rinvio a giudizio.
BONACCI-DAVIRRO2La difesa invece ha sostenuto che Methorios svolse effettivamente il suo compito di advisor e che quindi le fatture emesse sarebbero proprio relative a queste attività. Su queste basi i legali Antonio Bonacci e Antonio D’Avirro avevano chiesto il proscioglimento. Nella penultima udienza inoltre i difensori aveva sollevato l’eccezione, oggi accolta da Ponticelli, sull’incompetenza territoriale della Procura aretina.

 

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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