Ucciso a botte in ospedale, udienza slitta di tre mesi per una notifica mancata

Questa mattina il gup avrebbe dovuto decidere su rinvio a giudizio o proscioglimento. Sono sei gli imputati, tra medici e responsabili Asl, accusati di omicidio colposo e cooperazione colposa in omicidio colposo.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   22 novembre 2016 16:03  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo, Valdichiana


Un errore di notifica ad un imputato e l’intero procedimento è stato rinviato al prossimo 16 febbraio. Altri tre mesi di attesa dunque per capire se ci sarà un rinvio a giudizio o un proscioglimento. Il caso è quello dell’uomo ucciso a botte in ospedale da un degente. Questa mattina di fronte al Gup Annamaria Loprete dovevano comparire gli imputati: sei tra medici e responsabili della Asl accusati di “omicidio colposo e cooperazione colposa in omicidio colposo”, in seguito alla morte presso l’ospedale della Fratta di Sergio Botti. L’80enne di Castiglion Fiorentino, il 9 luglio del 2014, durante una degenza, fu aggredito nel cuore della notte da un 35enne che era ricoverato in un reparto continguo. Il giovane, con problemi psichici, lo percosse con una serie di pugni e poi gli premette il torace. L’anziano sopravvisse al pestaggio, ma dopo alcuni giorni spirò. E anche l’aggressore, a un anno di distanza dal fatto si tolse la vita.

Oggi in aula il gup doveva decidere sul rinvio a giudizio o sul proscioglimento degli indagati. Ma ad uno di loro non è arrivata la notifica dell’udienza e tutto è stato rimandato.
I sei medici e responsabili Asl, che secondo la ricostruzione della procura avrebbero avuto ruoli diversi nella vicenda, sono difesi dagli avvocati Luca Fanfani, Antonio Bonacci, Giuseppina Macrì, Alessandro Serafini, Gianluca Rossi. La famiglia dell’anziano, assistita dall’avvocato Donata Pasquini si costituirà parte civile.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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