"Regalo telefono" ma era un raggiro: truffatore seriale scoperto e denunciato. Agiva su Facebook

L'ultima vittima è stata una signora valdarnese: interessata all'annuncio aveva pagato 40 euro. Ma del telefono nessuna traccia

Era un truffatore seriale. Il suo campo di battaglia: i social, soprattutto Facebook. Qui si presentava con diversi profili (ma tutti con impressa la solita foto) e addirittura si spacciava per appartenente alle forze dell'ordine. E proprio utilizzando questi profili metteva in atto piccole ma collaudate truffe, con le quali spillava soldi a ignari utenti. Ma qualche giorno fa è stato fermato dagli agenti della Polizia di Stato in servizio presso la Sezione Anticrimine del Commissariato di Montevarchi, che lo hanno identificato e denunciato. Si tratta di un pluri pregiudicato, autore dell’ ennesima truffa on line ai danni di una donna residente nel Valdarno.

La truffa

La donna si era recentemente rivolta alla  Polizia di Stato riferendo che alla fine dello scorso anno, navigando su Facebook aveva notato e risposto ad un post inserito da un utente presente tra i suoi contatti. L'uomo offriva un telefono cellulare gratuitamente "perché non interessato a tenerlo". La donna, incuriosita dall’annuncio, lo ha contattato telefonicamente per capire di che tipo di telefono si trattasse e se, soprattutto,  lo regalasse davvero. Parlando con l'uomo ha capito che non si trattava di un vero e proprio regalo: il telefono "era ancora coperto da assicurazione e pertanto almeno quella avrebbe dovuto pagarla", spiega la Polizia. La somma da sborsare era pari a 40 euro.

I due si sono accordati, la donna ha pagato con un vaglia veloce, subito incassato. Ma il telefono non è mai stato recapitato e così dopo la donna ha ricontattato il truffatore sia in chat che telefonicamente: quest’ultimo inizialmente gli ha confermato di aver già provveduto a spedire il telefono. Dopo alcuni giorni però è scomparso, si è reso irreperibile.  

Le indagini

Dopo la denuncia la Polizia ha svolto controlli su Facebook scoprendo che allo stenno nominativo potevano essere ricondotti altri profili, tutti con  foto identiche. Non solo, il truffatore all’interno dei vari profili, spesso si spacciava per appartenente alle Forze dell’ Ordine.

Le indagini svolte dalla Sezione anticrimine, si sono così concentrate sulle utenze fornite, incrociando i risutati con la banca dati  del gestore telefonico dell'ultimo numero conosciuto e risalendo così al negozio dove aveva stipulato il contratto telefonico, ovvero un punto vendita di Roma. 

 "A questo punto le indagini si sono indirizzate presso gli uffici anagrafe dei comuni in cui |’ intestatario risultava nato e in quelli in cui era emigrato acquisendo da uno di questi, Foggia, copia dei cartellini di rilascio del documento di identità da cui venivano tratte le immagini fotografiche". La persona individuata era la stessa che aveva incassato il vaglia ed era censito con numerosissimi precedenti di polizia per analoghi delitti contro il patrimonio, nello specifico truffa, usurpazione di titoli e sostituzione di persona, plurisegnalato per aver posto in essere truffe online per analoghe vicende. Tra le varie segnalazioni a suo carico erano presenti anche numerosi rintracci per notifica o identificazione, consultando i quali si poteva così risalire anche al domicilio reale del truffatore rintracciato in un comune della provincia di Roma.

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