Uno squillo poi la truffa, impennata di "Ping calls" ad Arezzo. "Per difendersi, mai richiamare"

Il segreto per non cadere nella truffa è quello di non richiamare, perché una volta composto il numero vengono scalati dal proprio credito telefonico dai 4,80 ai 5,10 euro

Uno squillo. Una chiamata che muore sul nascere, che solitamente arriva dalla Tunisia o dall'Inghilterra e che incuriosisce chi la riceva, tando da richiamare. E' questa la nuova truffa in agguato: si chiama Ping Calls e negli ultimi giorni i casi si sono moltiplicati anche nell'Aretino. In molti hanno raccontato dello squillo solitario.

"E la tentazione di richiamare è stata forte - racconta un lettore - perché a me è arrivato uno squillo dall'Inghilterra proprio nei giorni in cui c'è stato l'attentato terroristico e ho pensato subito a qualche amico che si trovava in quel Paese". 

Il segreto per non cadere nella truffa però è quello di non richiamare, perché una volta richiamato il numero vengono scalati dal proprio credito telefonico dai 4,80 ai 5,10 euro. Un reato, spiega la Polizia Postale, che danneggia tutti, utenti e società di telefonia. 

Ma qual è il meccanismo della Ping Calls? I truffatori - spiegano le forze dell'ordine nei loro vademecum - acquistano pacchetti di sim card che gli permettono di disporre di una serie di numeri di telefono. Poi dall'estero iniziano a chiamare a raffica (avvalendosi anche di sistemi computerizzati). Uno squillo e poi silenzio. La truffa si concretizza nel momento in cui chi riceve la telefonata prova a richiamare: con un applicativo - che si può trovare anche su internet - i malviventi fanno sì che i soldi (circa 5 euro) vengano ricaricati sulla loro carta telefonica. In questo modo l'utente vede evaporare il proprio credito telefonico e alle società non resta che prendere atto di mancati incassi. Purtroppo gli inquirenti hanno calcolato che su 20 chiamate, in media 4 persone provano a ricontattare il numero. E il giro d'affari lievita. 

Il fenomeno era stato notato nell'Aretino già questa estate, ma nelle ultime settimane sempre aver avuto una recrudescenza, visto il numero di telefonate. Il malviventi contano sul fatto che per 5 euro nessuno pensa di intentare una causa civile. E così vanno avanti. 

Le società riescono a fermarli solo dopo 60 giorni, quando riescono a bloccare le schede. Ma nel frattempo i truffatori riescono a comprarne altre. 

L'unico modo di prevenire queste truffe è quello di non richiamare e denunciare quanto accaduto per permettre alle forze dell'ordiende di raccogliere elementi utili. I prefissi segnalati più spesso negli ultimi giorni nell'Aretino sono stati quelli di Tunisia (+216) e Gran Bretagna (+44). Ma è necessario fare attenzione anche a quelli di Kosovo (+383), Tanzania (+255), Costa d'Avorio (+225), Lettonia (+371), Bielorussia (+375), Moldavia (+373) e perfino le isole Vanuatu, nel Sud Pacifico (+678).  Da questi Paesi sono arrivati gli squilli truffaldini in molte parti d'Italia. 

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