Truccavano slot machine per sottrarre gli incassi, tre aretini a processo

Erano gestori della rete di slot, ma avevano installato un software nelle macchinette che registrava solo una parte i giocate. Così al monopolio arrivavano meno soldi, dirottati nelle loro tasche. E Lottomatica si è costituita parte civile

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   9 marzo 2016 7:15  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo, Valdarno


Slot machines “truccate” che facevano arrivare un fiume di denaro nelle tasche di gestori “investiti” da Lottomatica del compito di svuotare periodicamente le macchinette. Il meccanismo, ben congegnato, non è però sfuggito alla Guardia di Finanza di Siena, che ha colto in flagrante i membri dell’organizzazione attiva su Montevarchi, Siena e Firenze fermando il “business”. La vicenda risale al 2008 e proprio ieri è iniziata la fase processuale più importante, con l’avvio dell’istruttoria. Nel banco degli imputati erano sedute dieci persone, tre di loro sono aretini (assistiti tra gli altri dagli avvocati Niki Rappuoli e Domenico Capalbo). Su tutti pende un capo di imputazione pesante: associazione a delinquere finalizzata al peculato.

E proprio ieri è stato ascoltato il primo teste chiamato dal Pm Andrea Claudiani: il maresciallo della Guardia di Finanza che ha scoperto l’organizzazione.
Ma come agivano questi gestori e da dove arrivavano i soldi? Da quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia), gli imputati avevano un contratto di gestione della rete stipulato con Lottomatica: il loro compito era quello di andare a riscuotere gli incassi. Ogni euro che entra nella slot così viene ripartito: il 75 centesimi vanno ai giocatori, il 13 per cento rappresenta il Preu e l’11 per cento viene suddiviso tra società che gesisce la rete e proprietari dell’attività che ospita le slot.

I gestori però avevano scoperto un software (proveniente da Napoli) da installare nelle macchinette che permetteva di nascondere molte giocate: anche il 50 per cento. In questo modo le percentuali da dare a monopolio e proprietari delle attività venivano calcolate su un totale giocate molto inferiore. Il resto finiva nelle tasche dei gestori.

Il meccanismo è stato ricostruito dal maresciallo della Guardia di Finanza che ieri in aula ha raccontato anche le fasi delle indagini. L’intero meccanismo è stato scoperto con delle intercettazioni telefoniche disposte per una inchiesta sul riciclaggio.
E a queste intercettazioni si è opposta la difesa: il reato per il quale sono state disposte infatti, non è quello per il quale gli imputati sono a processo. Per questo i legali hanno chiesto di non utilizzarle come prova.

Intanto l’intero procedimento giudiziario è stato calendarizzato. Dopo la lunghissima deposizione del primo teste (quattro ore di fronte al Collegio composto dai giudici Tafuro, D’Avila e Faltoni), sono state fissate le prossime udienze. Si torna in aula a luglio. Con altri testi dell’accusa da ascoltare. Mentre Lottomatica si è costituita parte civile.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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