"Me la ricordo bene quella nebbia". L'amianto alla Sacfem nella testimonianza di Capecchi

Al Fabbricone lui lavorava come molti altri all'importante commessa delle Ferrovie dello Stato, per la costruzione delle carrozze ferroviarie, poi nel 1980 si licenziò

 

"Certo che me la ricordo quella nebbia, ero lì che lavoravo."

Ha i ricordi molto nitidi Vito Capecchi 78enne di Camucia, pensionato della Sacfem, ci ha lavorato dal 1958 al 1980, prima nello stabilimento che si trovava nella zona dove adesso c'è il parco Pertini, poi in quello della Nuova Sacfem a Pescaiola.

E al Fabbricone lui lavorava come molti altri all'importante commessa delle Ferrovie dello Stato, per la costruzione delle carrozze ferroviarie, poi nel 1980 si licenziò. Lui lavorava a forte contatto con l'amianto e come quasi tutti i suoi ex colleghi di amianto si è ammalato.
Già debilitato per un tumore operato allo stomaco, Capecchi venne chiamato dalla medicina del lavoro come ex operaio della Sacfem per controllare i suoi polmoni.

"Mi dissero che c'erano delle placche, insomma che i polmoni erano bucati dall'amianto e che non c'era un vera e propria cura, mi hanno dato soltanto degli spruzzini che dovrebbero aiutare i polmoni, ma io non ci trovo miglioramenti, ho il respiro affannato, mi ammalo facilmente e poi ho tanta stanchezza che non riesco a stare in piedi nemmeno cinque minuti."

E' un'altra testimonianza chiave, quella di Vito Capecchi, un'altra voce che racconta le stesse condizioni di lavoro di chi si occupava della costruzione delle carrozze ferroviarie al Fabbricone di Arezzo. La storia è stata raccolta dagli avvocati Martinelli, Candi e Bianchi che stanno seguendo l'esposto alla Procura di Arezzo per conto dei familiari degli ex operai della Sacfem e di chi come Vito Capecchi merita un risarcimento danni per le conseguenze sulla salute dell'amianto.

"Noi non pensavamo assolutamente che ci potessero essere questi problemi, facevamo un bel lavoro, le carrozze erano davvero belle, ma non ci rendevamo conto, ce ne siamo accorti solo quando la gente ha cominciato a morire."


 

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