Tennis scommesse, assolto Bracciali: il fatto non sussiste. “Il giorno più bello della mia vita, ora di nuovo in campo”

Adesso per il campione aretino è arrivato il momento di voltare pagina. Nel suo futuro la speranza di tornare a giocare.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   9 gennaio 2018 11:23  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo


“Assolto perché il fatto non sussiste”. Una sentenza che suona come una liberazione: la fine di un incubo per Daniele Bracciali. Il tennista aretino, era imputato nel processo sulle presunte combine nel mondo del tennis, insieme al collega Potito Starace e Roberto Goretti, direttore sportivo del Perugia Calcio. I due erano accusati di “associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva”: secondo la procura di Cremona erano rei di aver manipolato alcune partite di tennis di tornei prevalentemente internazionali. Questa mattina la decisione del collegio presieduto dal giudice Francesco Beraglia – con a latere i colleghi Giulia Masci ed Elisa Mombelli – : un’assoluzione con formula piena. Il fatto non sussiste. La storia è chiusa definitamente e l’aretino adesso può tirare un sospiro di sollievo.

Le tesi dell’accusa, basate su alcune conversazioni avute dagli imputati su Skype, sono state smontate in aula dalle perizie informatiche dell’ex comandate del Nucleo Speciale Frodi Telematiche Umberto Rapetto, che si sarebbero dimostrate determinati. E proprio durante il processo (che ha preso il via nel 2014) il testimone chiave che lo accusava ha ritrattato cambiando versione. La pm Carlotta Bernardini aveva chiesto comunque tre condanne: due anni e otto mesi per Bracciali, due anni e sei mesi per Starace, tre anni per Goretti. Ma il collegio giudicante non ha sposato le sue tesi. Il tribunale si è riservato novanta giorni per depositare la motivazione della sentenza.

“Dopo la nascita di Niccolò – ha commentato sul suo profilo Facebook – questo è il giorno più bello della mia vita”.

Adesso per il campione aretino è arrivato il momento di voltare pagina. Nel suo futuro c’è la speranza di tornare a giocare in Atp (recentemente ha comunque disputato tornei Tif) dove, stando al regolamento, non ha potuto più giocare perché coinvolto in un processo penale

“Quando la mia carriera è stata stoppata – spiega Bracciali, già in procinto di volare in Francia per un torneo – ero 60esimo nel ranking Atp. Sono stato radiato nonostante più assoluzioni da parte della giustizia sportiva non sono potuto tornare a giocare come prima. Inoltre ho avuto un danno d’immagine pesantissimo: su di me sono state scritte cose davvero incredibili e completamente campate in aria. Adesso però ho una settimana di tempo per riattivare il ranking protetto: dovrei essere all’86esimo posto. Andrò in Germania e lo riattiverò. Poi cercherò di tornare sui campi da tennis e giocare altri tornei. Se mi aspettavo questa sentenza? Si, soprattutto dopo  quanto emerso in aula durante questi anni di processo. Ma visto quanto accaduto con i procedimenti sportivi, non ci ho voluto credere fino a quando non è stata letta la sentenza”.

Nel frattempo ad Arezzo ha varato un progetto importante: una struttura per la formazione di nuovi atleti, i professionisti del futuro. E la sede è proprio all’interno dello storico circoli aretino dove lui stesso ha scoperto il tennis.

 

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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