Stangata per i narcotrafficanti arrestati dopo maxi sequestro di cocaina: condannati a 8 anni

In due gestivano un giro di spaccio milionario: gli investigatori della Squadra Mobile sequestrarono in un casolare sette chili di cocaina.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   5 maggio 2017 10:19  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo, Valdichiana

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Avevano trasformato un casolare di campagna abbandonato in un magazzino dove nascondere stupefacenti. Cocaina in particolare. Un giro di spaccio milionario quello che gestivano,  tanto che i poliziotti della Squadra Mobile di Arezzo avevano rinvenuto e sequestrato in una mangiatoia all’interno del casolare sette chili di polvere bianca.

I narcotrafficanti,  A.E., classe 1991 e B. A., classe 1974, albanesi entrambi incensurati, erano stati arrestati a fine novembre, dopo scrupolose attività di indagine, e lo scorso 3 maggio sono stati condannati dal Tribunale Ordinario di Arezzo a 8 anni di reclusione con fine pena prevista per novembre 2024.

“Una condanna molto dura – commenta la Questura di Arezzo in una nota – resa sulla base delle prove incontrovertibili fornite all’esito delle indagini di Polizia”.

L’OPERAZIONE

L’operazione era scattata a seguito di alcuni movimenti sospetti di due vetture, notati da cittadini nei pressi del cimitero di Creti, una frazione del comune di Cortona e immediatamente segnalati agli operatori della Squadra Mobile della Questura di Arezzo. Gli investigatori avevano immediatamente individuato i due giovani ma scaltri spacciatori.

Superate le difficoltà dovute al clima rigido ed all’esperienza dei due albanesi, che si muovevano ciascuno con un’auto in maniera tale da rendere particolarmente difficoltoso il pedinamento, gli investigatori della Squadra Mobile aretina, guidati da Giovanni Schettino, avevano rilevato che le due vetture segnalate si aggiravano con insolita frequenza nei pressi di un grande casolare di campagna, abbandonato e fatiscente, nei pressi del cimitero di Creti.
A prima vista l’enorme casolare appariva completamente dismesso, ma in una mangiatoia, completamente coperta da alcuni mattoni, gli operatori hanno rinvenuto una scatola in plastica vuota.
“Era evidente – spiegano gli investigatori – che quel grosso contenitore, occultato meticolosamente, fosse stato posizionato lì per custodire qualcosa che ancora non vi era stato riposto”. Così hanno iniziato un intenso pedinamento degli indagati e un monitoraggio costante del sito fino a quando, lo scorso 30 novembre, li hanno colti sul fatto. I due si sono avvicinati al casolare con due auto e questa volta avevano uno zaino nero tra le mani.
Dopo essersi trattenuti all’interno del casolare, sono risaliti sulle vetture e si sono allontanati.
Gli operatori in appostamento sono immediatamente andati a controllare e sotto le pietre della mangiatoia hanno trovato sei panetti da 1150 grammi ciascuno, in cui era stata stipata ed occultata, della polvere bianca.Si trattava, come ha appurato la Polizia Scientifica, di cocaina purissima.
Così, sequestrato lo stupefacente ed avvisati gli equipaggi impegnati nel pedinamento dei criminali, i due narcotrafficanti sono stati fermati e arrestati ad Arezzo per detenzione a fini di spaccio di sette chilogrammi di sostanza stupefacente.
L’ingente quantitativo di sostanza, per un valore compreso tra i 300mila e i 600mila euro, rivenduto al dettaglio avrebbe potuto fruttare fino a due milioni di euro alle casse degli spacciatori di piazza aretini.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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