Suv al posto delle ambulanze nell'anello del San Donato. Farsetti: "E' barbarie culturale"

Daniele Farsetti, ex consigliere comunale, imprenditore e anima del gruppo di Arezzo Possibile è testimone diretto di come la sosta selvaggia intorno all'ospedale stia degenerando

Ambulanze nel marciapiede perché i loro parcheggi sono occupati dalle auto private

Non una semplice segnalazione, non un caso isolato. No, questo è una vera e propria inciviltà che si perpetra quotidianamente nell'anello circolare, protetto da sbarre che circonda l'ospedale San Donato di Arezzo. Il racconto arriva da Daniele Farsetti che in questo periodo purtroppo deve frequentare spesso l'ospedale, anche più volte al giorno e si trova, sempre, di fronte agli occhi auto parcheggiate in ogni posizione, che intralciano il lavoro dei soccorritori, che ostacolano l'ingresso ai disabili, che prendono il posto di ambulanze o riservati agli invalidi. "E' segno della cattiveria e del menefreghismo di questi tempi" commenta con l'amaro in bocca, ma anche con tanta rabbia Daniele.

"La cattiveria umana, intesa come apatia completa per la comunità - la grettitudine, con queste immagini intendo documentare e quasi misurare quanto sia arrivato pericolosamente in alto il grado di inciviltà ed il disinteresse per l'altro nella nostra ridente (per cosa poi?) città. La plastica rappresentazione del degrado sociale. Per motivi personali devo frequentare quotidianamente l'ospedale S.Donato, da molte settimane. Ogni giorno la situazione peggiora, auto private che occupano i posti d'emergenza riservati alle ambulanze. Mezzi di soccorso che devono inventarsi percorsi alternativi pur di soccorrere i malati."

Un messaggio forte di chi sente il problema da vicino e ancora, per fortuna, inorridisce a vedere le strisce pedonali occupate, l'ingresso facilitato per disabili oscurato da un suv, ambulanze che devono parcheggiare sopra al marciapiede perché il loro posto è abusivamente occupato.

La strada è di proprietà e di gestione della Asl, per questo i vigili urbani non possono intervenire. L'accesso è consentito agli addetti ai lavori, ai soccorritori, alle misericordie, croci bianche e rosse che si voglia. Poi è consentito, suonando al citofono a tutti coloro che devono accompagnare un malato a fare una visita, magari per lasciarlo vicino all'ambulatorio, per poi parcheggiare fuori.

Purtroppo coloro che però rispettano questo posto che fa sempre parte di un ospedale sono davvero pochi, i più si arrangiano a fregare posti dove capita.

"Eppure qualcuna di queste macchine le ho viste personalmente parcheggiate al posto delle ambulanze per un giorno interno, non si dica che hanno solo accompagnato una persona ad una visita, c'è di più in questi comportamenti, si sta esagerando. La comodità di avere la macchina a due metri, prevale sul pensiero che ci potrebbero essere persone che hanno più urgenza di te. Questa cosa segna il grado di inciviltà che abbiamo raggiunto. Mi tocca il cuore sapere che persone che hanno problemi di salute sono ostacolate, scavalcate, messe in difficoltà, dalla barbarie culturale."

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