Siringhe sotto le finestre di casa: via Adige ultima frontiera del degrado sociale

Sono state trovate sotto alle finestre di un condominio di via Adige alcune siringhe usate. Il fatto è stato denunciato direttamente su Facebook dove in pochissimi minuti è stato letto e commentato da decine e decine di aretini.

Claudia Failli
Claudia Failli
Invia per email  |  Stampa  |   11 gennaio 2017 19:02  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo


Le hanno trovate proprio lì, sotto alle finestre di casa. Siringhe usate. Pacchetti di sigarette. E decine di fazzoletti sporchi di sangue sparsi in ogni angolo. Le immagini, immortalate da un aretino e poi condivise su Facebook, sono quelle che ritraggono la triste, tristissima, realtà di via Adige a Saione.

All’interno di un fazzoletto di terra, “Il campino” come lo chiamano i residenti del posto, ecco che spuntano le odiate tracce di quel degrado sociale che più di tutti fa paura: la tossicodipendenza e l’abuso di sostanze stupefacenti.

Le siringhe e il resto del materiale, come dimostrano le foto, è stato utilizzato e poi abbandonato proprio all’interno di questa minuscola porzione di giardino che si trova incastrata tra due palazzi. L’assenza di una recinzione ha reso facile l’accesso all’area direttamente dal marciapiede. E qui, probabilmente con il favore della notte, alcuni tossicodipendenti hanno scelto di iniettarsi la dose. Un angolo nascosto ma allo stesso tempo facilmente accessibile. Una via di fuga perfetta, lontano da occhi indiscreti.


Una problematica, quella strettamente legata al consumo di sostanze stupefacenti, che da sempre tormenta questo quartiere cittadino passato in un lampo da zona residenziale a periferia. L’area di via Provenza, quella limitrofa al giardino di via Arno, il sottopassaggio di via Trasimeno sono troppo spesso sotto i riflettori della cronaca locale a causa di episodi che raccontano una lunga storia di microcriminalità, di scippi, furtarelli e droga.

“Per non spostare il problema da un luogo ad un altro della città – scrive l’autore degli scatti su Facebook – servono interventi radicali. Reprimere chi spaccia. Aiutare e controllare chi ne fa uso. Per chi non lo sapesse una dose si compra con 10 euro”.

 Claudia Failli 
Claudia FailliValdarnese di nascita e aretina di adozione. Cittadina del mondo grazie al web (cit.). Appassionata di fotografia, video e social network. Il mondo lo guardo da un oblò ma non mi annoio nemmeno un po'.
Altre dall'autore »
blog comments powered by Disqus