Pneumatici e carcasse di auto: "Discarica illecita". Scatta il sequestro

Una nota impresa di San Zeno avrebbe allestito la discarica illecita dove venivano riversati i rifiuti speciali derivanti da attività meccanica e di sostituzione pneumatici

Le immagini del sequestro della discarica di San Zeno

Pneumatici esausti, rifiuti ferrosi, carcasse di auto e imballaggi di varia natura: rifiuti speciali disseminati in un'area di circa un'ettaro a San Zeno. Una vera e propria discarica incontrollata di rifiuti speciali è stata sequestrata dai Carabinieri della Procura di Arezzo, insieme ai miliatri del Gruppo Forestle e agli agenti del Comando di Polizia Locale, nella giornata di ieri. 

Stando a quanto emerso dagli accertamenti coordinati dalla Procura di Arezzo, una nota impresa locale aveva allestito la discarica illecita dove venivano riversati i rifiuti speciali derivanti da attività meccanica e di sostituzione pneumatici. I militari avevano notato, lungo la linea dell’alta velocità, un’area invasa da rifiuti speciali: principalmente pneumatici esausti, ma anche rottami ferrosi, sostanze polverulente, veicoli fuori uso, imballaggi di varia natura e composizione ed altro materiale in disfacimento.

Le accurate indagini svolte in seguito avrebbero accertato la disponibilità del sito da parte di una nota officina del posto che vi accumulava i rifiuti provenienti dalla propria attività senza alcuna autorizzazione e con modalità non assentibili.  I militari, dopo aver constato lo stabile utilizzo dell’area per conferire rifiuti di varia natura e provenienza,  hanno invitato il titolare dell’azienda alla ricognizione del luogo: la stima parla di una "massa di rifiuti a terra di alcune centinaia di metri cubi".

"Inoltre, trovandosi lungo la linea ferroviaria dell’alta velocità, l’area costituiva anche un pericolo in quanto, in caso di un eventuale incendio della scarpata, avrebbe potuto originarsi una vera e propria nube tossica".

L’imputazione provvisoria ipotizzata dalla Polizia Giudiziaria a carico del legale rappresentante dell’impianto non è quella del solo abbandono o del deposito incontrollato di rifiuti, ma quella più grave di realizzazione e gestione di una discarica abusiva.

"Il sito infatti - spiegano gli inquirenti - risponde a queste caratteristiche in quanto vi è una organizzazione dell’area e un ciclo produttivo che origina in modo costante e crescente rifiuti che poi vengono conferiti alla rinfusa sul suolo e nel suolo anche con parziali interramenti".

Per questi motivi i militari hanno posto sotto sequestro preventivo d’urgenza l’intera area, per impedire che potessero continuare gli accumuli o smaltimenti illeciti di quanto già abbarcato. Il legale rappresentante dell’impianto e proprietario dell’area è stato quindi deferito alla Procura per l’ipotesi di reato di realizzazione e gestione di una discarica non autorizzata. Spetterà ora al Pm di turno Andrea Claudiani ed al Gip del Tribunale di Arezzo trattare la vicenda.

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