Scritta intimidatoria contro Oxfam, la solidarietà di Barni, Pd e degli aretini: "Clima preoccupante, da combattere"

A esprimere solidarietà c'è anche l'associazione Un Ponte per, con il suo vice presidente Alfio Nicotra, che chiede una presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale e il Pd di Arezzo

Il nuovo episodio di intolleranza denunciato quest'oggi da Oxfam, fa discutere e accende dibattiti tra gli aretini. Sono in tanti ad esprimere la propria solidarietà dopo la comparsa della scritta "Oxfam raus"(Oxfam fuori, via ndr) in via Piave. La strada, multietnica e con tensioni derivanti dalle difficoltà di integrazione, si trova sempre più spesso al centro dell'attenzione. Negli ultimi tempi a fare scalpore sono stati però non tanto gli episodi di microriminalità, quanto quelli di intolleranza. Dopo i volantini razzisti anonimi, ignoti sono arrivati a scrivere sul muro dell'edificio che ospita i servizi di Oxfam. 

“E’ avvilente che in un 2020 appena iniziato, ci si debba già trovare a esprimere solidarietà a un’organizzazione che ha subito un atto razzista dice Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana. L’ennesimo episodio che conferma il perdurare, per non dire il dilagare di un clima preoccupante che stiamo combattendo da tempo e che continueremo a contrastare con tutte le nostre forze. Agli amici di Oxfam dico che continueremo a stare al loro fianco, così come lo saremo con tutti coloro che sono dalla parte giusta: quella che dà riposte alla povertà, alla richiesta di futuro dei più fragili, al fenomeno epocale delle migrazioni. E andremo avanti con il nostro lavoro costante per impedire che l'ideologia razzista possa diffondersi sui muri delle città, come sui siti o nelle attività e nelle parole di chi vuole rimettere gli orologi indietro ad un tempo che non può e non deve ritornare più. In una società che sembra vocata a dimenticare e ignorare, se c’è qualcosa da disimparare, è proprio il razzismo”.

Sulla vicenda interviene anche il Partito Democatrico di Arezzo.

"Il Partito Democratico di Arezzo esprime solidarietà ad Oxfam e condanna con fermezza il nuovo episodio di stampo razzista che ha avuto come obiettivo questa organizzazione. È accaduto di nuovo a Saione, dopo il caso dei volantini ora sono comparse scritte sui muri della sede di via Piave. Un gesto che deve far riflettere sul livello di decadimento in cui versa il territorio aretino in particolare le zone che, come Saione, sono state abbandonate dall’amministrazione di destra".

Solidarietà anche da parte dell'associazione Un Ponte per, con il suo vice presidente Alfio Nicotra, che chiede una presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale. 

Esprimo a nome di Un Ponte Per la più piena vicinanza e solidarietà agli amici e amiche di Oxfam di Arezzo, fatti oggetto dell'ennesima intimidazione di tipo razzista. L'amministrazione comunale farebbe bene a non derubricare l'accaduto ad una "ragazzata" e a iniziare ad elevare il livello di attenzione verso soggetti della galassia neonazista che credono di poter agire impuniti nella città di Arezzo. Noi consideriamo Oxfam nostri compagni di viaggio , insieme camminiamo in molte lotte comuni come quella per l'embargo sulle armi italiane vendute ai sauditi ed usate nella vergognosa guerra in Yemen.Recentemente abbiamo insieme accolto i musicisti provenienti dall'Iraq in un concerto di solidarietà con quel popolo e il popolo curdo. Non si illudano i protagonisti delle scritte infamanti di questa notte : la lotta per la solidarietà e contro ogni razzismo continuerà con maggiore forza e convinzione.

Anche il maestro Cristiano Rossi, oggi preside di un istituto di Vicenza e da sempre musicista dei Kabila, chiede che venga presa una posizione dall'amministrazione:

Se, dopo le scritte intimidatorie di questa notte contro la sede di Oxfam, il aindaco e la giunta non prenderanno una posizione netta contro questa escalation razzista che sta dilaniando la nostra città, il messaggio sarà drammaticamente devastante per la nostra amata Arezzo.

E poi la solidarietà del comitato "Arezzo 2020, tempo di cambiare"

La scritta apparsa in Via Piave è un grave episodio di intolleranza che colpisce Oxfam, cui è rivolta, ed insieme ad essa tutta la nostra città. Quella scritta intimidatoria è un segno inaccettabile che segue altri brutti episodi che non vanno sottovalutati: sono i frutti avvelenati di un clima pesante suscitato da spacciatori di odio. Non saranno quella scritta ed altre vicende simili a sfigurare il volto e l'anima della nostra città: Arezzo è più forte della paura, del rancore, dell'intolleranza e Oxfam è un patrimonio anche aretino che l'intera comunità saprà difendere. Arezzo non odia!

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