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Schiaffi e botte all'asilo. La titolare di fronte al gip: "Sono profondamente dispiaciuta"

Le motivazioni addotte dalla donna sul perché abbia ceduto alla violenza sarebbero da ricondurre ad un periodo di forte stress emotivo

 

Profondamente addolorata e profondamente dispiaciuta.

Così è apparsa questa mattina di fronte al gip Sara Fantoni, titolare dell'asilo di Montevarchi "L'isola della Fantasia" e protagonista dellla clip dove malmena alcuni dei piccoli a lei affidati. 

L'interrogatorio di garanzia si è svolto questa mattina presso il tribunale di Arezzo davanti al gip Piergiorgio Ponticelli. In aula anche gli avvocati Roberto Alboni e Tommaso Acuti che si occupano della sua difesa. 

La donna "ha risposto a tutte le domande del giudice mostrando grande dolore e grande pentimento per quello che ha fatto", spiegano i suoi legali.
Il video diffuso dai carabinieri di San Giovanni Valdarno, che negli ultimi 43 giorni hanno tenuto la struttura sottocontrollo attraverso telecamere nascoste, la ritrae mentre strattona un bimbo che, presumibilemente, si rifiutava di fare il pisolino e mentre ne colpisce un altro durante il cambio del pannolino.

Davanti al giudice Sara Fantoni avrebbe detto di essersi comporata in questo modo perché fortemente provata da "un periodo di stress eccessivo".

Nel decreto cosegnatole, il pm titolare dell'inchiesta Elisabetta Iannelli, viene fatto riferimento a 8 giorni ben precisi durante i quali avrebbe assunto degli atteggiamenti violenti contro alcuni i piccoli.

"Nei dieci anni di apertura della struttura - spiegano ancora i legali della donna - non si sono mai registrati problemi simili. Ha sempre mantenuto in comportamento più che congruo".
Poi però lo stress, forse anche legato al lavoro, avrebbe prevalso sulla ragione. 

A quanto pare la valdarnese aveva deciso da tempo di chiudere la struttura in quanto consapevole dell'impossibilità di sostenere ulteriormente il carico emotivo del lavoro. Attualmente l'asilo è chiuso e sono in atto le procedure che porteranno allo scioglimento della società. 

In quanto al ruolo da lei tenuto come maestra o educatrice e sul quale, come annunciato dai carabinieri, sono incorso accertamenti per comprendere se avesse o meno i titoli per ricoprirlo, è emerso che di fatto non svolgeva attività da insegnante.
Secondo quanto da lei sostenuto, oltre ad essere proprietaria della struttura si occupava di mansioni di segreteria ed altre attività, come la somministrazione dei pasti e il cambio dei pannolini che non richiedono qualifiche e titoli di studio precisi. Per le restanti mansioni aveva assunto personale qualificato.

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