Rossi contro Csm: il procuratore chiede approfondimenti su delibera della Prima Commissione

Quattro cartelle con all'interno tutte le motivazioni che lo hanno spinto a chiedere un ulterioriore approfondimento da parte del Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura. E' il procuratore di Arezzo Roberto Rossi a fare...

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Quattro cartelle con all'interno tutte le motivazioni che lo hanno spinto a chiedere un ulterioriore approfondimento da parte del Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura.

E' il procuratore di Arezzo Roberto Rossi a fare le pulci alla proposta della I Commissione del Csm che, nei giorni passati, ha presentato una delibera chiedeno al plenum di archiviare il suo caso, perché non sussistono gli estremi d'incompatibilità. Una decisione presa quasi all'unaminità e che ha contato soltanto un astenuto (Maria Rosaria San Giorgio). Rossi è finito davanti al Csm a causa della preseunta incompatibilità dell'incarico di consulenza svolto presso Palazzo Chigi e l'avvio delle indagini da parte del pool di cui è a carico su Banca Etruria (di cui è stato vice presidente per un periodo Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme Maria Elena). Entrambi gli incarichi sono stati concomitanti e il Cms ha voluto fare chiarezza sul tipo di rapporti che fossero intercorsi tra il procuratore e l'ex vice presidente della Bpel. Nella stessa delibera con la quale viene chiesta l'archiviazione per Rossi, il Csm sottolinea la volontà di inviare gli atti al Pg della Cassazione perché valuti se i comportamenti del procuratore abbiano una rilevanza disciplinare. Ma nel frattempo il procuratore Rossi ha preso carta e penna ed ha inviato una lettera al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli muovendo critiche alla Commissione ottenendo di fatto lo slittamento del voto del plenum alla prossima settimana, per dar tempo alla Commissione di studiare le carte e proporre eventuali modifiche a un testo. Tra le critiche mosse d Rossi e rendicontante attraverso la propria lettera c'è un passaggio della delibera della Commissione che, pur sostenendo che con Pier Luigi Boschi non c'è mai stata una conoscenza diretta, il procuratore abbia tenuto un atteggiamento esitante nelle risposte date ai consiglieri sui suoi rapporti con il mondo politico e delle istituzioni. Illazione che per Rossi non ha nessun fondamento e particolarmente grave. Inoltre il procuratore contesta anche l'affermazione dei consiglieri che lui si sarebbe attribuito tutti i fascicoli su Banca Etruria, ma che al contrario tutto sia dipeso dal sistema automatico di distribuzione dei procedimenti.

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