L'archivio vasariano resta di proprietà statale. Respinto il ricorso dei fratelli Festari

"Andremo avanti per tutelare il nostro diritto alla proprietà". Queste le parole degli eredi dell'ultimo proprietario delle antiche carte all'indomani della sentenza del Tar

Rigettato perché risultato inammissibile e infondato. Il ricorso presentato dai fratelli Festari contro l'esproprio dell'archivio vasariano è stato rispedito al mittente da parte del Tar. Questo significa che lo Stato resta proprietario delle 31 filze custodite all'interno della casa museo di Giorgio Vasari di via XX settembre ad Arezzo.
La vicenda da anni balza ciclicamente agli onori della cronaca giudiziaria e vede impegnati i fratelli Festari in un lungo contenzioso riguardo all'appartenenza di quelle antichissime carte che raccolgono la corrispondenza e gli scritti (circa 6000 documenti) dell'illustre aretino. Di fatto gli eredi del conte Giovanni Festari, ultimo proprietario dell'archivio, hanno richiesto l'annullamento del decreto della Direzione Generale Archivi con il quale nel 2017 era stato notificato il provvedimento di esproprio riguardante i preziosissimi documenti fissando un indennizzo in loro favore di un milione e mezzo di euro. Una scelta alla quale era appunto seguito il ricorso.

Lo scorso 6 novembre si è svolta l'udienza davanti al Tar di Firenze e soltanto qualche giorno fa è arrivata la sentenza che decreta il respingimento delle richieste presentate. Una scelta che, neanche a dirlo, non ha affatto incontrato il favore dei fratelli Festari i quali annunciano di essere pronti a "difendere il loro diritto alla proprietà". La battaglia dunque non accenna a sedarsi e potrebbe vedere come prossimo campo di battaglia quello del Consiglio di Stato.

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