Rapinatore, latitante da 10 anni, torna in Italia convinto di non essere riconosciuto: arrestato

Era ricercato in seguito ad una serie di colpi che aveva messo a segno a Roma: tramite inserzioni su alcuni giornali, prometteva incontri amichevoli con avvenenti ragazze da lui sfruttate come prostitute.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   17 febbraio 2017 15:58  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo


Dieci anni di latitanza. Dieci anni nei quali credeva che le forze dell’ordine italiane si sarebbero dimenticate di lui. Invece si è imbattuto su una pattuglia della Polstrada di Arezzo e così un rapinatore di 33 anni, residente a Roma, +è finito in manette mentre percorreva l’A1.
L’uomo, nato in Romania, stava guidando una Golf con targa bulgara ed era convinto che nessuno più si ricordasse di lui e dei tanti conti che aveva lasciato in sospeso con la giustizia.

Era ricercato in seguito ad una serie di colpi che aveva messo a segno a Roma: tramite inserzioni su alcuni giornali, prometteva incontri amichevoli con avvenenti ragazze da lui sfruttate come prostitute. Aveva pure istruito le donne ad addormentare con il sonnifero le vittime. Ma l’ultimo annuncio, pubblicato su “Porta Portese” a fine luglio del 2006, si è rivelato fatale.

A rispondere era stato un uomo, non deambulante, che aveva accolto nella propria abitazione alcune squillo. Le ragazze, approfittando della sua difficoltà a camminare, gli hanno preparato un drink a base di sonnifero. L’uomo ha bevuto e poi ha perso i sensi. Appena svegliosi è reso conto del raggiro e ha realizzato che dall’abitazione erano spariti 16mila euro, un libretto di assegni, monili in oro, sei telefoni cellulari, il computer e una telecamera.

Le indagini si sono concentrate sui telefoni sottratti alla vittima, per vedere chi li stesse usando. Gli investigatori sono così risaliti al rumeno e alle ragazze da lui sfruttate, permettendo nel maggio del 2007 al GIP del Tribunale di Roma di spiccare nei suoi confronti un mandato di cattura. Ma lui, che nel frattempo ne aveva combinate altre, era scappato all’estero. Infatti, era ricercato anche su ordine del Tribunale di Civitavecchia, dovendo scontare undici mesi di carcere per più condanne divenute definitive nel dicembre del 2006.

Il 33enne era sicuro che, dopo dieci anni, nessuno più si sarebbe ricordato di lui e dei suoi misfatti. Ma gli è andata male. Giunto tra i caselli di Incisa e Valdarno, ha incrociato una pattuglia della Sottosezione Autostradale di Battifolle che ha notato qualcosa di sospetto.  La Golf è stata quindi fermata e lui ha pensato di rassicurare i poliziotti, dicendo che i suoi problemi con la giustizia erano ormai acqua passata. A quel punto gli accertamenti sono stati approfonditi e dall’esame delle impronte digitali gli agenti si sono resi conto di trovarsi di fronte un rapinatore sparito nel nulla, ricercato da dieci anni e mai trovato perché fuggito all’estero.

La Polstrada lo ha arrestato, mettendo la parola fine alla sua latitanza. Ora è in carcere ad Arezzo, ove potrà saldare fino in fondo il suo conto in sospeso con la giustizia.

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